Cassa integrazione: situazione stabile in Lombardia con l’anomalia di Varese

Il quadro regionale è fortemente condizionato da Varese: la provincia concentra quasi la metà delle ore richieste e registra una crescita sostenuta legata soprattutto a una grande realtà del comparto metalmeccanico

cassa integrazione

Nel primo trimestre di quest’anno la richiesta di cassa integrazione risulta stazionaria sia in Lombardia, che nel resto del paese. Si registra un calo marginale attorno al 2% rispetto all’ultimo trimestre del 2025, dopo che la richiesta era cresciuta significativamente in quel trimestre rispetto al precedente. In Lombardia la situazione resta allineata anche nel confronto tendenziale, cioè con il primo trimestre del 2025, ma in questo caso il dato nazionale registra un calo del 28%, analogo a quello dell’Italia del nord (-27%), quindi il dato regionale, a distanza di un anno, risulta più appesantito degli altri.

UNA CRESCITA LOCALIZZATA

Analizzando le gestioni a livello regionale, risulta un calo della cigo del 22%, a circa 15 milioni di ore richieste, cresce invece in modo robusto la gestione straordinaria (46% e addirittura 71% in termini tendenziali) e, al suo interno, il comparto crisi/riorganizzazione (89% e 265% in termini tendenziali). Questa crescita però, è molto localizzata e riguarda sostanzialmente il settore metalmeccanico della provincia di Varese, più in particolare una importante realtà industriale secondo la Confindustria locale, presumibilmente il gruppo Beko. Senza questa “anomalia” anche il dato generale si presterebbe ad una diversa lettura, molto più favorevole, sia in termini congiunturali, che tendenziali. Infine cala del 38% la gestione del FIS, riportandosi a poco più di 550.000 ore, lo stesso livello dell’anno precedente. Tra le province, come era immaginabile, Varese si prende il primo posto per incidenza sul totale regionale della cig richiesta con il valore del 47% e un incremento sul trimestre precedente del 78%. Como cresce quasi del doppio (134%), ma incide sul totale solo per il 15%.

LE ALTRE PROVINCE

A crescere sono anche Lecco (42%) e Sondrio (46%), mentre in tutte le altre province la richiesta è in calo: Mantova (-52%), Pavia (-47%), Brescia (-40%), Milano (-39%), Lodi (-19%), Monza/Brianza (-13%), Cremona (-8%), Bergamo (-7%). Per incidenza sul totale Varese è seguita da Brescia (22%), Bergamo (19%), Milano e Como (15%), Lecco (9%), Monza/Brianza (7%), Mantova (5%), Cremona (4%) e infine, sotto il 2%, Pavia, Sondrio e Lodi. Rispetto ad un anno prima tutti i valori provinciali sono negativi, tranne ovviamente Como e Varese, a cui si uniscono Cremona e Lecco.

I SETTORI PIÙ COLPITI

Tra i settori svetta il metalmeccanico, che da solo assorbe il 68% della richiesta di cig regionale. Segue il tessile, ma solo con il 13%. Nella dinamica congiunturale è sempre in testa il metalmeccanico con un incremento del 18% sul trimestre precedente, seguito dal tessile (13%). In tutti gli altri settori i valori congiunturali sono negativi, mentre quelli tendenziali sono più articolati. Rispetto ad un anno prima i servizi vari crescono del 99%, il grafico editoriale del 72%, il commercio del 45%, l’agro-alimentare del 42%. Il metalmeccanico risulta stazionario, mentre gli altri settori sono tutti in calo.

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Pubblicato il 15 Maggio 2026
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