Due pianoforti, dieci mani e una famiglia di talenti. “The Planos” incantano Varese
Al Teatro Intred standing ovation per Roberto Plano, la moglie Paola Del Negro e le figlie Anna, Elisa e Sofia protagonisti di “The Planos in concerto solidale”, l’evento benefico promosso da APA – Amici per l’Africa tra virtuosismo, emozione e grandi classici del repertorio pianistico
Due grandi pianoforti Fazioli sul palcoscenico, due (e all’occorrenza tre) panche per i pianisti e soprattutto la sensazione di stare per assistere a un evento eccezionale. Così si è aperto “The planos in concerto solidale”, lo spettacolo organizzato per raccogliere fondi a sostegno dei progetti dell’associazione APA, Amici per l’Africa nella serata di giovedì 14 maggio, al Teatro Intred di Varese. Un evento di beneficenza, ma anche un regalo alla città, che ha visto salire sul palco il celebre pianista Roberto Plano, indunese di nascita e artista di fama internazionale (è stato vincitore del Cleveland International Piano Competition e primo pianista italiano chiamato a ricoprire il ruolo di titolare di una cattedra di Pianoforte della Boston University) assieme alla moglie, Paola Del Negro, pianista di alto profilo e scrittrice, fresca vincitrice della prestigiosa cattedra di pianoforte al Conservatoire de Musique di Ginevra.
Al loro fianco le figlie, talentuosissime, Anna, Elisa e la più piccola, Sofia. I Plano sono a tutti gli effetti un’ensemble di famiglia in grado di sorprendere e affascinare e al tempo stesso di emozionare. Seguendo i loro virtuosismi al pianoforte ci si immagina che tra di loro le note siano arrivate ben prima delle parole e ci si chiede quanto quell’intesa sia il risultato di una lingua parallela, quella della musica, parlata da questa famiglia straordinaria.
Il programma ha saputo tenere insieme rigore e coinvolgimento emotivo, spaziando con leggerezza e abilità tra epoche e stili, dalle Danze Ungheresi di Johannes Brahms ai pezzi per sei mani di Sergej Rachmaninoff. Ispirati alla danza anche due gioielli del repertorio classico: il Pas de deux di Samuel Barber, dalla melodia dolce e suggestiva e alla trascinante Danza rituale del fuoco di Manuel de Falla.
Gran finale affidato al Bolero di Maurice Ravel, che nasce come opera concertistica e reinterpretato in questa occasione dai “Planos” in una versione di famiglia ossia una trascrizione per quattro mani e due pianoforti, eseguita in chiave personale e innovativa, con l’alternarsi dei ruoli e di posti tra i pianisti, in un’esecuzione che appariva quasi una danza e che ha trascinato il pubblico fino all’ultimo accordo. L’evento ha permesso di sostenere l’importante attività di APA – Amici per l’Africa, realtà fondata quarant’anni fa che continua ogni giorno a portare cure dentistiche a popolazioni in difficoltà del continente africano.
Ad accogliere il pubblico e gli artisti è stato Dino Azzalin, presidente di Apa, che ha ricordato i primi passi dell’associazione compiuti esattamente quarant’anni fa: «Questa realtà è cresciuta nel tempo, grazie alla collaborazione di tante persone e di tanti professionisti, fino a diventare un riferimento a livello nazionale. È un’esperienza che mi ha dato moltissimo e mi ha insegnato che dal dono si riceve qualcosa di molto più grande di quello che si è dato».
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