Genitorialità e dipendenze: a Morosolo il progetto “Casa Aliante” sfida le fragilità
Al Villaggio del Fanciullo prosegue la sperimentazione dedicata a nuclei familiari con problematiche di abuso di sostanze. Un percorso tra cura, supporto psicologico e tutela dei minori
Nel cuore del Villaggio del Fanciullo di Morosolo, una realtà che da oltre cinquant’anni è punto di riferimento per l’accoglienza e la tutela dei minori, prosegue con determinazione il progetto pilota “Casa Aliante“. Si tratta di una delle sei strutture residenziali del Villaggio, ma con una missione specifica e delicata: accogliere nuclei familiari in cui la fragilità genitoriale è legata all’uso di sostanze stupefacenti.
Attualmente la struttura è al completo: ospita quattro madri e sette bambini tra gli 0 e i 12 anni, impegnati in un percorso di riscatto e cura che vede collaborare in stretta sinergia Fondazione Cariplo, ATS Insubria e ASST Sette Laghi.
La sfida della quotidianità e della salute
Per le famiglie di Casa Aliante, la ripartenza passa dalle azioni più semplici. Le équipe educative non si limitano all’accompagnamento logistico — come il trasporto scolastico o le visite mediche — ma lavorano per ricostruire una quotidianità stimolante.
Il monitoraggio della salute è rigoroso: due volte a settimana le madri vengono accompagnate al SerD per i test tossicologici, che al momento risultano negativi per tutte le donne inserite nel percorso. Parallelamente, i bambini sono seguiti costantemente dai pediatri del territorio e dalla Neuropsichiatria Infantile di Varese, garantendo loro le cure e le vaccinazioni necessarie.

Supporto psicologico e consapevolezza
Il cuore del progetto è lo Spazio Psicologico, dove madri e figli possono rielaborare la propria storia. Attraverso percorsi personalizzati e incontri di gruppo sull’autoconsapevolezza, le partecipanti trasformano il proprio vissuto in uno strumento per verbalizzare il mondo emotivo.
Sebbene i risultati siano complessivamente buoni, restano alcune criticità legate alla consapevolezza di sé e alla regolarità della partecipazione. In questo contesto, la figura del Case Manager funge da “ponte” essenziale, coordinando gli interventi tra i servizi sociali e quelli sanitari.
Lo Spazio Neutro: tra affetto e assenze
Uno degli aspetti più complessi riguarda lo Spazio Neutro, dedicato agli incontri protetti con i familiari esterni. Se da un lato si registrano segnali positivi nella sfera affettiva, dall’altro emerge il problema della frequenza critica: spesso i parenti non si presentano agli appuntamenti, causando un forte impatto emotivo sui bambini che attendono l’incontro.

Piccoli passi verso l’autonomia: Spazio Primavera e Spazio Cucciolo
Il Villaggio offre inoltre servizi specifici per la prima infanzia:
Spazio Primavera (1-3 anni): i bambini seguono percorsi tematici sui cinque sensi, laboratori musicali e tattili. Qui le madri affiancano i figli nei loro piccoli traguardi verso l’autonomia.
Spazio Cucciolo (0-12 mesi): il focus è sulla relazione primaria madre-figlio, con attività su postura, coordinazione e aggancio visivo.
L’intero percorso è costantemente monitorato da psicologi che osservano la qualità della comunicazione, la condivisione del gioco e il contatto fisico. L’obiettivo finale di “Casa Aliante” resta chiaro: tutelare i minori e rafforzare le competenze di queste madri, affinché possano volare verso un futuro di maggiore consapevolezza e autonomia.
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