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Le montagne “facili” che facili non sono: aumenta il lavoro del Soccorso Alpino nel Varesotto

Dal Campo dei Fiori alla Val Veddasca, aumentano gli interventi del CNSAS sulle montagne varesine. Escursionisti inesperti, scarpe inadatte e percorsi trovati online tra le cause più frequenti: “La bassa montagna viene spesso sottovalutata”

soccorso alpino lariano

Dal Campo dei Fiori alla Val Veddasca, passando per il Monte Nudo e il Sasso del Ferro, le montagne varesine sono sempre più frequentate. Sentieri vicini ai laghi e alle città, percorsi accessibili in giornata, boschi che sembrano alla portata di tutti. Ma proprio questa apparente semplicità, negli ultimi anni, sta diventando uno dei principali fattori di rischio.

Nel 2025 gli interventi del Soccorso Alpino nel Varesotto sono stati 55, contro i 38 registrati nel 2024. Nel 2023 erano stati 40, mentre nel 2022 il totale si era fermato a 44. Le persone soccorse nell’ultimo anno sono state 47.

Un aumento che segue una tendenza visibile anche nel resto della Lombardia e del Paese, dove continua a crescere il numero delle persone che frequentano la montagna, soprattutto quella di prossimità.

Secondo il CNSAS, dopo la pandemia le aree di bassa e media montagna hanno visto un incremento significativo delle presenze, favorito dalla vicinanza con l’area metropolitana milanese, dalla ricerca di attività all’aria aperta e anche da motivazioni economiche, che spingono molte persone a scegliere mete più vicine e meno costose.

Le montagne “facili” che facili non sono di Varesenews

Le zone della provincia dove i soccorritori intervengono più spesso sono il Campo dei Fiori, il gruppo Monte Colonna-Monte Nudo-Sasso del Ferro, la Val Veddasca e la Val Dumentina. Qui gli interventi riguardano soprattutto escursionisti, con incidenti legati a cadute, scivolate e inciampi lungo sentieri, pendii e scarpate.

Ma a rendere insidiosa la montagna varesina non è tanto l’altitudine. Il problema, spiegano dal Soccorso Alpino, è proprio la conformazione del territorio. “La montagna varesina è caratterizzata da una vegetazione estremamente rigogliosa, che rende difficoltosa la manutenzione della rete sentieristica”. A questo si aggiunge “una forte presenza di ungulati che tracciano piste che possono essere scambiate per sentieri”.

In molti casi basta poco per perdere l’orientamento: una deviazione sbagliata, una traccia nel bosco che sembra corretta, un percorso scaricato online senza conoscerne davvero difficoltà e stato di manutenzione.

Ed è proprio questo uno degli elementi che negli ultimi anni sta emergendo con maggiore frequenza. Tra gli errori più comuni che il Soccorso Alpino riscontra durante gli interventi ci sono infatti “l’uso di calzature non adeguate, la scarsa preparazione e l’affidarsi a tracce gps online non validate”.

Per chi non conosce bene il territorio, la raccomandazione è di seguire soltanto i percorsi ufficiali presenti nel Catasto regionale dei sentieri, realizzato anche con il contributo del Cai. A complicare ulteriormente la situazione ci sono poi gli effetti del maltempo. Tempeste di vento, alberi caduti e nevicate intense hanno modificato in più punti la percorribilità dei sentieri, soprattutto nelle aree del Campo dei Fiori e del Cuvignone.

Secondo i soccorritori, una parte degli interventi potrebbe essere evitata proprio con maggiore attenzione nella preparazione delle uscite. “Gli interventi evitabili sono soprattutto quelli legati all’uso di calzature inadeguate e al ricorso a tracce online non validate”.

Negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui le persone si avvicinano alla montagna. Foto, video e itinerari condivisi sui social contribuiscono spesso a trasmettere l’idea di percorsi semplici e accessibili a tutti, alimentando una sottovalutazione del rischio.

“Tendenzialmente sì”, spiegano dal CNSAS, riferendosi alla percezione della bassa montagna come ambiente poco pericoloso. “A volte capita che le uscite vengano affrontate senza una preparazione completa o senza l’attrezzatura adatta: una pianificazione e un equpaggiamento corretti aiutano a ridurre il rischio e ad andare in montagna in sicurezza”. Ed è forse proprio questa la particolarità delle montagne varesine: non hanno le quote delle Alpi, ma richiedono comunque attenzione, preparazione e rispetto. Perché i sentieri dietro casa, quelli che sembrano più facili, sono spesso anche quelli che si tende a prendere più alla leggera.

L’approfondimento sul tema proseguirà anche mercoledì 13 maggio alle 21 a Materia Spazio Libero, a Castronno, con la sesta edizione della “Caimanight” dedicata al Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo. PRENOTA QUI IL TUO POSTO ALLA SERATA

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Pubblicato il 08 Maggio 2026
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