Mastini, prima novità in pista: preso il giovane Davide Girardi
Attaccante trentino, 22 anni, arriva dall'Unterland e da un'operazione alla spalla. «Sono un playmaker del ghiaccio, Varese mi darà nuovi stimoli»
Primo “volto nuovo” per i tifosi dei Mastini che attendono la costruzione della formazione per la prossima stagione, intorno alla figura di coach Dave Rich. La società giallonera ha annunciato l’arrivo di Davide Girardi, giovane attaccante (22 anni) di origini trentine con un’esperienza già solida in ALPS, la lega sovranazionale dove giocano i club della Serie A italiana.
Girardi proviene dall’Unterland, il team creato dalle società di Egna e Ora nelle quali è cresciuto il neo-mastino: con i “Cavalieri” ha collezionato 123 presenze in ALPS con un bottino interessante, 29 gol e 34 assist in quattro stagioni. In quella terminata da poco, Davide ha messo a segno 9 punti totali con tre reti all’attivo, ma va detto che ha saltato un bel pezzo di stagione a causa di un infortunio alla spalla patito a novembre. (foto: Unterland Cavaliers)
Per questo la ripartenza dalla IHL può essere un’occasione sia per il giocatore, sia per Varese: Girardi porta costanza, affidabilità, ha buone referenze per quanto riguarda il powerplay (il “grande male” dei Mastini 2025-26) ed è comunque un giovane di ottima prospettiva.
«Mi paragono ai playmaker del basket – spiega Girardi che probabilmente sa di essere capitato in una città ad alta competenza cestistica – Sono a mio agio quando devo costruire il gioco e servire i compagni, sono più uomo assist che goleador. In attacco gioco in posizione centrale e mi piace “sporcare” il disco quando passa dalle mie parti». Reduce dall’operazione alla spalla, l’attaccante trentino cercava una nuova squadra per ripartire al di fuori della ALPS: «Varese è stata la prima scelta per l’ambiente ma soprattutto per la spinta del pubblico. Ho bisogno di ritrovare un po’ di fuoco dentro, di sentire una spinta in più e i tifosi possono aiutarmi».
Per Girardi sarà una novità trovare un canadese sul pancone: «Ho avuto diversi allenatori scandinavi, tra svedesi e finlandesi. A Varese trovo Rich, un canadese, ma non mi spaventa provare un gioco diverso, anzi, credo che mi possa adattare bene a un nuovo sistema di gioco. Sarà uno stimolo in più per ritrovare ciò che vado cercando e che avevo un po’ perso».
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