“Musi di Varese”, il canile entra nel cuore della città: ai Giardini Estensi nasce il calendario dei cani varesini con i loro umani
Due giorni di fotografie, incontri e attività ai Giardini Estensi per il progetto ideato da Max Laudadio insieme al Canile di Varese e al Comune: cittadini e amici a quattro zampe protagonisti del primo calendario ufficiale della città. Per una volta, però, la prospettiva è ribaltata: al centro ci sono i cani… accompagnati dai loro umani
Non un semplice calendario, ma un progetto cittadino, sociale e culturale che mette al centro il rapporto tra persone, animali e territorio. È stato inaugurato ai Giardini Estensi “Musi di Varese”, il villaggio dedicato ai cani e ai loro proprietari nato dalla collaborazione tra il Canile di Varese, il Comune e Max Laudadio, ideatore dell’iniziativa.
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Per due giorni – il 23 e 24 maggio – il cuore della città si trasforma in uno spazio aperto dove famiglie, volontari, educatori cinofili e cittadini possono incontrarsi, conoscere da vicino la realtà del canile e partecipare alla realizzazione del primo calendario ufficiale della città di Varese con protagonisti i cani e i loro inseparabili umani (per una volta, giustamente, la prospettiva è ribaltata).
«Musi di Varese nasce da una collaborazione tra il Canile di Varese e il Comune – ha spiegato Max Laudadio durante l’inaugurazione -. Per la prima volta abbiamo deciso di creare il calendario della città portando il canile fuori dal canile. Non volevamo che fossero i cittadini a entrare nella struttura, ma volevamo portare il canile in mezzo alla gente».
Una scelta simbolica e concreta insieme, che ha trasformato i Giardini Estensi in un “villaggio del cane”, tra set fotografici, attività informative e momenti di confronto sul ruolo sociale degli animali.
Il calendario sarà scelto dai cittadini
Durante l’evento vengono scattate centinaia di fotografie ai partecipanti insieme ai loro amici a quattro zampe. Gli scatti entreranno in una selezione online aperta al pubblico. «Saranno proprio i cittadini di Varese a scegliere le prime quaranta fotografie – ha raccontato Laudadio -. Successivamente una giuria composta dai direttori delle principali testate giornalistiche del territorio, insieme a me e all’assessore, selezionerà i dodici scatti finali».
Le immagini definitive non saranno però quelle realizzate durante la manifestazione: i protagonisti scelti verranno infatti coinvolti in veri e propri shooting dedicati per dare vita a un calendario “unico nel suo genere”.
“Il canile è un presidio sociale”
Uno dei messaggi più forti emersi durante l’inaugurazione riguarda proprio il significato che il canile vuole assumere nella comunità. «Essere qui oggi è importantissimo perché siamo nel cuore della città, in uno dei luoghi più amati dai varesini – ha detto Alessandra Calafà, presidente del Canile di Varese -. Per noi il canile è un presidio sociale». Un concetto ribadito più volte nel corso degli interventi, anche dai volontari e dagli educatori presenti ai Giardini Estensi.
«Questa manifestazione nasce sì per fare un calendario – ha aggiunto Laudadio – ma soprattutto per far capire che il canile non è semplicemente un luogo dove i cani vengono accolti. L’obiettivo di un canile dovrebbe essere arrivare ai “cani zero”: un canile vuoto significa che il suo lavoro funziona».
Un lavoro che comprende accoglienza, educazione cinofila, recupero comportamentale, supporto alle famiglie e attività sociali spesso poco conosciute dai cittadini.
Il successo social e il coinvolgimento della città
Il progetto ha avuto un forte impatto anche online. «Sulla pagina del canile siamo partiti da 1.500 follower e in un mese siamo arrivati a 7.500 senza investimenti economici – ha spiegato Laudadio -. Questo significa che il progetto ha colpito le persone».
A sostenere l’iniziativa anche il mondo dell’informazione locale, coinvolto direttamente nella giuria finale del calendario. «Ci sembrava bello che la stampa locale non si limitasse a raccontare il progetto, ma ne diventasse parte integrante» ha sottolineato Laudadio.
Il nuovo canile ai “Duni”: “Una struttura aperta e inclusiva”
L’evento è stato anche l’occasione per fare il punto sul nuovo canile cittadino che sorgerà nell’area dei Duni, a Bizzozero, progetto che nelle scorse settimane ha ottenuto il via libera al piano di fattibilità tecnico-economica in Commissione Ambiente.
«Dopo gli anni dedicati alla messa in sicurezza della struttura esistente, siamo nella fase finale della realizzazione del nuovo canile – ha spiegato l’assessore Nicoletta San Martino -. Sarà un luogo aperto alla città, con spazi dedicati non solo al canile rifugio ma anche al canile sanitario e al recupero degli animali selvatici».
Il progetto prevede infatti una struttura polifunzionale che comprenderà canile rifugio, gattile sanitario, oasi felina e centro di recupero per la fauna selvatica, pensata come spazio condiviso tra veterinari, educatori, volontari e cittadini. La realizzazione avverrà però per lotti funzionali a causa dell’aumento dei costi rispetto ai 550 mila euro inizialmente stanziati da Comune, Provincia e ATS Insubria. La prima fase riguarderà il rifugio e l’area dedicata alla fauna selvatica, mentre successivamente verrà sviluppata la parte sanitaria.
«Sarà un canile bello e dignitoso sia per gli animali sia per i volontari e i lavoratori che ogni giorno vi operano», ha aggiunto San Martino. Sulla stessa linea anche il sindaco Davide Galimberti: «Questa iniziativa richiama l’attenzione sull’importanza sociale del cane e sul ruolo che il canile ha per il benessere complessivo della città. È un progetto che rafforza la visione della Varese che vogliamo costruire».
Il lavoro quotidiano dei volontari
Nel corso della presentazione non sono mancati i ringraziamenti ai volontari e agli operatori che ogni giorno lavorano all’interno della struttura.
«Ringraziamo sia chi è qui oggi sia chi è rimasto in canile a occuparsi degli animali – hanno spiegato le volontarie presenti -. Il nostro lavoro è possibile anche grazie a chi sostiene economicamente il canile e a chi condivide gli appelli dei cani in cerca di casa».
Un impegno quotidiano che parte dalla cura sanitaria e arriva fino alla preparazione degli animali all’adozione. «Gli animali vengono seguiti con attenzione e preparati per essere accolti nelle famiglie» ha spiegato anche il direttore sanitario del canile.
Ed è forse proprio questo il senso più autentico di “Musi di Varese”: non soltanto una festa o un calendario, ma il tentativo di avvicinare la città a una realtà che vive ogni giorno grazie all’impegno di volontari, educatori e operatori. Un ponte tra il canile e Varese, costruito attraverso storie, relazioni e – soprattutto – tanti musi da incontrare (e adottare).
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