«Ormai è troppo tardi», il “negazionismo soft” dei cambiamenti climatici che rallenta la transizione
Un'analisi di come siano cambiate le tesi del negazionismo climatico, ma anche un invito a riflettere su una domanda importante: «Abbiamo realmente il coraggio di affrontare la transizione ecologica?»
Come un organismo costretto ad adattarsi a un nuovo ecosistema, anche il negazionismo dei cambiamenti climatici si è evoluto per sopravvivere a un’evidenza scientifica che puntualmente lo smentiva. Le sue tesi sono cambiate, ma continua a essere molto potente, con effetti reali sulle decisioni politiche. Stefano Caserini, ingegnere ambientale e docente dell’Università di Parma, è passato da Laveno Mombello sabato 9 maggio – ospite del Festival della meraviglia – per raccontare come il negazionismo sia riuscito a cambiare pelle, ma che sotto nasconde sempre gli stessi interessi e lavora per gli identici obiettivi.
Introdotto dalla portavoce del festiva Giuliana Iannaccaro, Caserini ha voluto prima di tutto spiegare la differenza tra “scetticismo” e “negazionismo”. «Lo scetticismo – sottolinea il docente – è una pratica fondamentale per avanzare la scienza. Il negazionismo dei cambiamenti climatici, al contrario, è una strategia volta volta a screditare l’indagine degli scienziati».

Quella contro il negazionismo dei cambiamenti climatici è una battaglia che Caserini porta avanti fin dal 2006, raccogliendo testimonianze di come le opposizioni all’evidenza scientifica siano riuscite a influenzare la politica, i media di massa e – soprattutto – le coscienze delle persone.
Negazionismo e lobby fossili
Centrale ad alimentare il fuoco del negazionismo è da sempre il ruolo di coloro che hanno interessi nell’estrazione e nella vendita dei combustibili fossili. «A causa delle lobby fossili – ricorda Caserini – nel 2010 su 60 candidati repubblicani al Senato statunitense, solo uno credeva che gli umani fossero responsabili del riscaldamento globale». Uno svilimento della scienza che ha visto il suo apice durante le amministrazioni Trump.
Di fronte alle prove scientifiche sempre più schiaccianti, il negazionismo dei cambiamenti climatici non può più sostenere che il riscaldamento globale non esista o che l’attività umana non abbia alcuna responsabilità. Secondo Caserini, però, è riuscito a trasformarsi in una versione più subdola ma ugualmente insidiosa. «Un “negazionismo soft” – precisa il docente – che punta tutto sulla rassegnazione, sostenendo che “sia ormai troppo tardi” e che “la transizione costerebbe troppo”».
Tra gli argomenti preferiti dei negazionisti c’è quello della cosiddetta “lobby delle rinnovabili”, «Di cui mi hanno anche accusato di appartenere», scherza Caserini. Per l’ingegnere la realtà è però totalmente diversa: «È proprio la crisi climatica il fenomeno che maggiormente inasprisce le disuguaglianze a livello globale – ricorda Caserini –. Sono le fasce più deboli che ne subiranno le conseguenze peggiori».
Coraggio e attenzione ai più deboli per una «Transizione giusta»
Caserini, però, non nega che la lotta ai cambiamenti climatici comporterà dei sacrifici importanti – a partire dalla perdita dei posti di lavoro offerti dall’industria dei combustibili fossili – e lancia una domanda a ognuno di noi. «È un percorso realmente complesso – sottolinea l’ingegnere –. Siamo sicuri di avere il coraggio di mettere in pratica i cambiamenti che sarebbero necessari?».
Al centro della questione, Caserini mette il tema della «transizione giusta», considerata l’unica strada da percorrere per non lasciare indietro nessuno. «Se non ci occupiamo di chi pagherà il prezzo della transizione ecologica, le persone non potranno mai sostenere il progetto».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
VittorioCappuccio su Lago Maggiore, l'acqua arretra: caldo e siccità mettono sotto pressione il Verbano
Felice su Da Busto Arsizio a Milano per fare ricerca sul cancro: la storia di Francesca Peluso
Felice su Anche a Varese la maturità si festeggia a colpi di uova, spumante e farina. E i rifiuti restano lì
Bustocco-71 su Guasto tra le stazioni di Varese e Gallarate: ritardi e modifiche al servizio sulle tratte di Porto Ceresio e Mendrisio
principe.rosso su È pronta la prima scuola realizzata con il Pnrr in provincia di Varese. E le altre? Ecco a che punto siamo
Felice su È pronta la prima scuola realizzata con il Pnrr in provincia di Varese. E le altre? Ecco a che punto siamo










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.