Un uomo accoltellato e una donna picchiata: sospesa la licenza per un mese a un bar in zona stazioni di Varese
L'attività istruttoria curata dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura è scattata dopo un violento scontro che ha coinvolto circa venti persone all'interno e nei pressi del locale
La Polizia di Stato di Varese ha disposto la sospensione della licenza per trenta giorni nei confronti di un bar situato nell’area delle stazioni. Il provvedimento, firmato dal Questore Paolo Iodice, arriva in seguito a gravi episodi di violenza e turbative dell’ordine pubblico che hanno reso necessario un intervento d’urgenza per garantire la sicurezza della zona.
Una rissa con ferimenti e aggressioni
L’attività istruttoria curata dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura è scattata dopo un violento scontro che ha coinvolto circa venti persone all’interno e nei pressi del locale. Secondo le ricostruzioni effettuate dagli agenti delle Volanti, la rissa sarebbe stata innescata proprio da un dipendente dell’attività, un elemento che ha pesato significativamente nella valutazione della gestione della sicurezza interna.
Il bilancio dell’episodio è stato pesante: un avventore è rimasto ferito con tre colpi di arma da taglio alla gamba, mentre una donna è stata brutalmente aggredita e colpita alla testa da più persone durante i concitati momenti del conflitto.
Punto di ritrovo per pregiudicati
Oltre ai singoli episodi di cronaca, i controlli effettuati dalle forze dell’ordine hanno evidenziato come il bar fosse diventato nel tempo un punto di ritrovo abituale per soggetti con precedenti penali. Questo aspetto, unito alla frequenza di interventi per disordini, ha spinto le autorità a considerare la struttura come una potenziale minaccia per la tranquillità dei residenti e dei pendolari che frequentano il comparto delle stazioni.
Secondo provvedimento in un anno
Per il bar in questione non si tratta della prima chiusura forzata. È infatti il secondo provvedimento di questo tipo emesso dal Questore nel giro di dodici mesi. La recidività e la gravità degli ultimi fatti hanno portato alla decisione di fermare l’attività per un intero mese, applicando l’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
Il provvedimento ha l’obiettivo di dissuadere la frequentazione da parte di soggetti pericolosi e di ristabilire una condizione di decoro e sicurezza in una delle aree più sensibili del capoluogo, monitorata costantemente per prevenire fenomeni di degrado urbano.
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