Archeologia del monouso a Lambrate: nasce il Museo della Plastica con i reperti recuperati nel Po

All'interno del mercato di quartiere di via Rombon un'esposizione permanente mostra oggetti dagli anni '50 a oggi rimasti intatti nell'ambiente. Il progetto di Plastic Free, Comune e Sogemi punta a sensibilizzare le scuole

Generico 01 Jun 2026

Flaconi, contenitori e persino una coppa gelato risalente agli anni ’50. Oggetti di uso quotidiano che, anziché dissolversi, sono rimasti intrappolati per decenni nella vegetazione del Delta del Po, riemergendo quasi integri dopo piene e mareggiate. Da oggi questi storici rifiuti monouso sono diventati i reperti del nuovo Museo della Plastica, inaugurato nella mattinata di sabato 6 giugno all’interno del mercato di quartiere di via Rombon 34, in zona Lambrate a Milano.

L’iniziativa nasce con un obiettivo puramente didattico: mostrare concretamente come i prodotti usa e getta possano sopravvivere nell’ambiente ben oltre la durata di una vita umana, con un potenziale impatto distruttivo sugli ecosistemi e sulla salute. Lo spazio è stato promosso da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato attiva dal 2019, in stretta collaborazione con il Municipio 3 del Comune di Milano e con Sogemi, la società partecipata che gestisce i mercati cittadini e che ha riaperto la struttura di via Rombon lo scorso ottobre dopo anni di abbandono.

L’intelligenza artificiale per datare i rifiuti

I pezzi forti della collezione sono stati raccolti nel tempo dai volontari durante le campagne di pulizia del Po. Per mappare e comprendere la portata del fenomeno, l’associazione si è avvalsa dell’ausilio dell’intelligenza artificiale, che ha permesso di identificare i marchi e datare i singoli imballaggi: la maggior parte dei campioni si colloca in un arco temporale compreso tra gli anni ’70 e ’90, ma non mancano testimonianze del boom economico del secondo dopoguerra.

«Questo progetto racconta come la plastica sia qualcosa che non si distrugge mai – ha sottolineato Elena Grandi, assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, presente al taglio del nastro –. Questa mostra raccoglie oggetti del passato e dimostra come la plastica, proprio perché indistruttibile, diventi rapidamente un reperto archeologico. Vedere nelle bacheche oggetti di 30, 40 o 50 anni fa ancora intatti, recuperati in luoghi dove non avrebbero mai dovuto trovarsi, è un insegnamento per tutti a una maggiore attenzione verso il pianeta».

Generico 01 Jun 2026

Un’aula didattica per le scuole del territorio

L’esposizione punta a trasformarsi in un polo permanente di educazione ambientale, con un’attenzione mirata alle nuove generazioni. I promotori guardano già alla ripresa dell’anno scolastico in autunno per avviare un calendario di visite guidate.

«Vogliamo offrire ai giovani la possibilità di vedere dal vivo ciò di cui parliamo ogni giorno nelle aule – ha spiegato Matteo Bignardi, referente regionale Lombardia di Plastic Free Onlus – trasformando questi reperti in uno strumento concreto. La speranza è che tanti ragazzi possano entrare in questi spazi e uscirne con una consapevolezza maggiore».

L’apertura del museo si inserisce inoltre nel più ampio piano di rilancio dei mercati rionali milanesi, pensato per abbinare alla tradizionale funzione commerciale nuovi servizi culturali e di aggregazione sociale. Come ribadito da Federico Zunino, direttore dei Mercati di quartiere di Sogemi, l’idea è quella di «creare luoghi dove le persone possano soddisfare le proprie esigenze di spesa, ma anche dare vita a nuovi spazi di intrattenimento e riflessione». Il Museo della Plastica sarà accessibile gratuitamente nei prossimi mesi, rispettando i consueti orari di apertura del mercato di via Rombon.

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Pubblicato il 06 Giugno 2026
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