Casa persa all’asta e sfratto esecutivo: “Voglio tornare nella mia abitazione, dopo 18 anni chiedo ancora giustizia”

Dopo lo sfratto eseguito nel 2025, un uomo della Valcuvia torna a raccontare la sua vicenda giudiziaria. Oggi vive in un alloggio concesso da un amico e contesta l’iter della procedura esecutiva che ha portato alla perdita della sua casa di Caravate

Generico 01 Jun 2026

«Il 14 luglio 2025 mi hanno fatto uscire dall’abitazione dopo la vendita all’asta. Mi sono ritrovato in strada con poche cose e senza una sistemazione.».

Fra le poche “cose“ a cui fa riferimento, M. è riuscito a recuperare il suo gatto. Un micione dalla grande coda che guarda chi entra nella sua nuova casa. Miagola, poi si nasconde sotto il copriletto. È abituato a sentire la voce del suo padrone e della moglie; meno quella di estranei chiamati a sentire una storia che parla da sola. M. Siede al tavolo in legno della cucina nella sua nuova sistemazione dopo lo sfratto esecutivo che aveva fatto parlare, l’estate del 2025, anche per il ruolo giocato dall’amministrazione comunale del paese, Caravate, che grazie al sindaco Nicola Tardugno riuscì ad intervenire per le vie brevi e ad assicurare nei giorni a venire un tetto sotto il quale sistemare una famiglia alle prese con una vicenda ancora senza fine e che si trascina da tanto, troppo tempo. Per questo a distanza di quasi 12 mesi un sessantenne torna a chiedere attenzione sulla propria vicenda giudiziaria, una storia che affonda le radici nel 2008 (a dire il vero da ancor prima, dal 2003) e che ruota attorno a una lunga procedura esecutiva immobiliare avviata dal Tribunale di Varese.

Oggi M. vive insieme alla moglie in un appartamento messo a disposizione gratuitamente da un amico in un piccolo comune della valle. Una sistemazione provvisoria: il suo obiettivo resta quello di poter rientrare nell’abitazione di Caravate dalla quale è stato allontanato dopo l’esecuzione dello sfratto.

La vicenda nasce dal mancato pagamento di un mutuo contratto nei primi anni Duemila e dal successivo pignoramento di un capannone industriale situato a Monvalle. Nel corso degli anni la procedura si è estesa anche all’abitazione familiare di Caravate, coinvolgendo inizialmente anche il diritto di usufrutto detenuto dalla madre dell’allora proprietario. Secondo la ricostruzione fornita dall’interessato e dai suoi legali, nel corso della procedura si sarebbero verificati errori, incongruenze e ritardi che avrebbero inciso sull’andamento delle vendite all’asta. Tra gli aspetti contestati vi sono la gestione della documentazione, la ricostruzione del fascicolo processuale avvenuta nel 2015 dopo la scomparsa di alcuni atti, la pubblicazione di avvisi di vendita ritenuti incompleti e il progressivo abbassamento del valore degli immobili messi all’asta.

L’uomo sostiene inoltre di aver presentato negli anni numerosi ricorsi e opposizioni, contestando alcuni passaggi della procedura e chiedendo chiarimenti sulla titolarità del credito vantato nei suoi confronti. Contestazioni che non hanno però impedito il proseguimento dell’esecuzione e la successiva vendita degli immobili.

Particolarmente delicata, secondo la sua versione, sarebbe stata anche una vicenda relativa al deposito di documenti nel fascicolo telematico della procedura, episodio per il quale era stata presentata una denuncia penale successivamente archiviata.

Oggi, a 18 anni dall’avvio della procedura esecutiva, l’uomo afferma di voler continuare a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Nel frattempo convive con problemi di salute legati a una patologia cardiaca e attende di raggiungere i requisiti per la pensione.

«Non cerco privilegi – sostiene – ma soltanto che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto e che la mia situazione venga valutata fino in fondo».  La vicenda resta al centro di un contenzioso che negli anni ha visto il susseguirsi di ricorsi, opposizioni e provvedimenti giudiziari. Le decisioni assunte dai magistrati nelle diverse fasi della procedura restano pienamente valide ed efficaci, mentre le contestazioni avanzate dall’ex proprietario rappresentano la sua posizione difensiva e non costituiscono accertamenti definitivi da parte dell’autorità giudiziaria.

«Abbiamo depositato documentazione e segnalato quelle che riteniamo irregolarità nell’intera procedura e che se valutate positivamente in sede di giudizio potranno farmi tornare nella mia casa».

Le udienze sono state più volte rinviate «e questo ha allungato notevolmente i tempi della vicenda: l’ultima udienza dinanzi al giudice della sezione Civile del tribunale di Varese, e nella quale sono convinto di poter far valere la validità degli atti in mio possesso che attestano il fatto di poter rientrare in quell’immobile, era stata fissata lo scorso 26 aggio, ma – cambiato il giudice incaricato – , è stata rinviata al prossimo mese di settembre». Continua M., in video conferenza col suo avvocato, «ho presentato esposti e denunce perché ritengo che siano stati commessi errori nella gestione del caso. Oggi sono fuori casa, non sono ancora in pensione e continuo ad affrontare problemi di salute e difficoltà legate alla mia situazione abitativa»

«La mia preoccupazione principale è riuscire a curarmi – conclude M.  – e avere una situazione stabile mentre la vicenda giudiziaria prosegue»

Tutti gli eventi

di luglio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

Un giornale è come un amico, non sempre sei tu a sceglierlo ma una volta che c’è ti sarà fedele. Ogni giorno leali verso le idee di tutti, sostenete il nostro lavoro.

Pubblicato il 05 Giugno 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.