Samarate
Dove il sogno profuma di pane: la corte contadina di Samarate racconta in parole e musica
Un lungo ballatoio, mille vite e storie: domenica diventa lo sfondo del concerto inaugurale di “Storie di cortile”, con i Sulutumana. E con un “libro di famiglia” in quindici pannelli, da sfogliare mentre si ascolta musica
È un’antica corte, un tempo i paesi della pianura erano tutti così: lunghi ballatoi, vita in comune.
Oggi la “corte di Niöl” di Samarate è una corte tra tante, un tempo aveva nome conosciuto, una comunità che condivideva gli spazi. E adesso racconta la sua storia in una serata speciale, di musica e memorie.
Domenica 14 giugno il cortile – vecchio di un secolo e passa – diventa prima di tutto un palco, con il concerto dei Sulutumana nell’ambito del festival “Storie di cortile”, diretto dal cantautore e promoter Andrea Parodi Zabala. Titolo: “Dove il sogno profuma di pane”. Ed è qui che s’inserisce la storia: il pane richiama la presenza del forno e del “prestìn” che vendeva pane sulla via.
Un pezzo di storia riscoperto grazie ad Edoardo Macchi, che ha collaborato ai due appuntamenti che il festival ha previsto a Samarate.
«Ho raccolto le testimonianze e le memorie di una serie di abitanti della corte: Luigi e Renato Chilin (già sindaco di Samarate), Claudio De Vecchi, mia madre Franca Introini e Claudio Introini, gli attuali abitanti» spiega Macchi.
Storia lunga, almeno dal 1909, quando viene formalizzata la divisione della corte, ad opera della famiglia Introini, tradizionalmente dediti all’attività di carrettieri e agricoltori.
La corte era conosciuta come quella dei “Niöl”, soprannome che indicava i benestanti della contrada. Per decenni è stata un piccolo mondo autosufficiente: l’aia, le stalle, i pozzi, i depositi per le fascine, gli orti e i campi componevano un ecosistema rurale in cui lavoro, famiglia e relazioni sociali si intrecciavano quotidianamente. Qui le persone tendevano a restare, generazione dopo generazione, in una comunità che riusciva a garantire sostentamento e una vita dignitosa.

Tra i ricordi raccolti emergono immagini che raccontano un secolo di vita contadina. C’è il grande pero che produceva quintali di frutti: durante la raccolta si stendeva la paglia ai suoi piedi, poi si scuotevano i rami e le pere cadevano morbide prima di essere vendute lungo quella che oggi è via Roma. C’è il gelso, indispensabile per l’allevamento dei bachi da seta, che venivano tenuti nelle case e accuditi dalle famiglie. E ci sono le serate estive nella stradella dietro le abitazioni, quando gli abitanti si ritrovavano all’ombra per chiacchierare e i più giovani ascoltavano i racconti degli anziani, ancora segnati dall’esperienza della guerra.
Ritmi dettati dalle stagioni, A settembre tutti partecipavano alla “sfogliata” del granoturco, togliendo le foglie alle pannocchie in un momento che univa fatica e socialità. E poi c’erano gli ambulanti attesi come piccoli eventi: i venditori di acciughe e aringhe, l’arrotino con la sua particolare bicicletta trasformata in mola, figure che oggi appartengono alla memoria ma che per decenni hanno scandito la vita del cortile.
Un capitolo speciale è quello del forno e della panetteria Introini. Durante la Seconda guerra mondiale Luigi e Francesco Introini garantirono la continuità della produzione del pane per la comunità samaratese, assumendo la gestione del forno comunale. Successivamente l’attività trovò casa proprio nella corte, diventando un punto di riferimento per il paese. Da qui nasce il filo conduttore scelto per la serata: quel profumo di pane che ancora oggi richiama il senso di comunità, lavoro e condivisione che ha caratterizzato la storia della corte, fino ad anni relativamente recenti.

Una storia raccontata non solo dallo spazio in sé: «Abbiamo stampato la storia della corte su 15 pannelli con fotografie storiche».
La modalità è affascinante e ben s’inserisce nella deliziosa rassegna Storie di cortile.
L’appuntamento è dunque per domenica 14 giugno alle 18 alla Corte di Niöl di via Roma 85 (in caso di maltempo l’evento si terrà a Villa Montevecchio).
Il festival “Storie di cortile” tornerà poi a Samarate con un secondo appuntamento, in programma mercoledì 18 giugno a Villa Montevecchio, che vedrà protagonista Scarlet Rivera, la celebre violinista americana che ha legato il proprio nome alla storia musicale di Bob Dylan.

