“Dove non c’è dialogo subentrano le armi”: sabato al Sacro Monte sei voci sui nuovi assetti globali
Geopolitica, cultura e conflitti al centro della mattinata del 20 giugno: relatori da Limes, dall'Insubria e da Palazzo Te per un evento aperto a tutti, gratuito, nel cuore del borgo UNESCO
Cina, Africa, Iran, Medioriente: la seconda edizione de I Dialoghi del Sacro Monte porta a Varese le voci che quelle realtà, oggi così sulla bocca di tutti, le conoscono dall’interno. L’appuntamento è per sabato 20 giugno alla Casa Museo Lodovico Pogliaghi, con una mattinata densa di interventi — dalle 9:30 alle 13:00 — costruita come dialogo serrato tra relatori e pubblico, non come sequenza di monologhi, che sarà seguita da un pomeriggio alla scoperta del borgo.
A raccontare la genesi e lo spirito dell’evento è Elena Brusa Pasquè, già presidente dell’ordine degli Architetti e membro del comitato scientifico dell’evento, intervistata nella rubrica Materia del Giorno: «Viviamo in un momento storico in cui la parola non viene più usata per costruire, ma per erigere dei muri – dice – E detto da noi architetti ha un significato ancora più importante. Il filo che lega tutto è il dialogo: non come tema astratto, ma come metodo. È l’unico modo per rimanere umani».
Dopo la prima edizione – più teorica, con ospiti come Massimo Cacciari e Mario Botta, sold out in poche ore – il comitato scientifico ha scelto di entrare nel merito geografico e politico del presente. Sul palco si alterneranno Alessandro Aresu per i nuovi assetti globali tra poteri e tecnologie, Elena Granata con una riflessione sulla città come spazio comune, Simone Pieranni sulla Cina, Martino Ghielmi sull’innovazione africana che non fa notizia, Farian Sabahi con una voce contemporanea dall’Iran e dal Medioriente, e Stefano Baia Curioni sul ruolo della cultura: strumento di divisione o di dialogo?
La partecipazione è gratuita ma con iscrizione obbligatoria su Eventbrite: i posti sono limitati anche perché la mattinata si svolge all’interno della casa museo Pogliaghi, normalmente accessibile solo a pagamento. Chi partecipa si troverà alle spalle dei relatori la riproduzione in gesso in scala reale della porta principale del Duomo di Milano: una scenografia inaspettata e, a detta di chi l’ha già vista, difficile da dimenticare.
Il pomeriggio (14:30–17:00) cambia registro con una visita guidata ai luoghi nascosti del borgo, guidata da Archeologistics e da alcuni relatori speciali. Ma le sorprese non finiscono lì: «La madre Badessa ha confermato che alle 17 sarà possibile entrare dal monastero di clausura, per una breve visita e per ascoltare i vespri alle 18 – spiega Brusa Pasquè – Un’apertura eccezionale. E in serata, al Mosè, ci sarà anche un concerto gratuito».
Per chi arriva da fuori, il consiglio è prendere il mezzo pubblico: la linea C collega la stazione ai parcheggi di scambio, da cui si prosegue in autobus fino al Sacro Monte. Chi vuole può anche salire a piedi lungo il viale delle cappelle: «Un chilometro e mezzo di rosario edificato dal Bernascone nel 1604, con la luce del mattino che illumina le cappelle da est» sottolinea Brusa pasquè. Scarpe comode, in ogni caso: il borgo è tutto a ciottoli. Chi ha difficoltà motorie può contattare l’organizzazione per arrivare in auto direttamente all’ingresso della villa.
Iscrizioni su Eventbrite — separate per mattina e pomeriggio
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