Due anni senza Paolo Carù. La sua “famiglia” lo ricorda sempre in musica
Dietro al balcone per cinquant'anni ha cresciuto generazioni di appassionati di musica rock, blues, roots. Una comunità che è cresciuta, rimane unita e lo ricorderà anche al Buscadero Day, ormai di casa su un lago di provincia
Due anni fa se ne andava Paolo Carù, ma il mondo che aveva costruito continua a ritrovarsi, a fare musica, a condividere amicizie e passioni.
Con il suo negozio ha reso piazza Garibaldi a Gallarate un luogo conosciuto ben oltre i confini della provincia di Varese, ha tessuto fili di collaborazioni e esibizioni live. Una storia iniziata in anni molto diversi da quelli di oggi, quando la musica non si trovava con una ricerca online ma andava scoperta, cercata e conquistata. Erano gli anni dei vinili, dei cataloghi, delle telefonate e dei pacchi di dischi da recuperare a Modena, a Roma o alla dogana aeroportuale di Malpensa. Paolo aveva iniziato poco più che ventenne e ha continuato per 57 anni, trasformando una passione in una professione e una professione in una missione.
Dietro un carattere burbero che molti ricordano, e che spesso intimidiva chi entrava per la prima volta nel negozio, si nascondeva una persona capace di accogliere e coinvolgere. Bastava chiedere un disco e aspettare il suo giudizio per sentirsi improvvisamente parte di qualcosa. Quando alla richiesta aggiungeva un commento, un consiglio o un aneddoto, l’acquisto diventava una conversazione e la conversazione spesso si trasformava in un rapporto destinato a durare negli anni.
È anche per questo che, attorno a Paolo e a Carù Dischi, si è formata una comunità straordinaria. Una comunità che assomiglia a una famiglia allargata e che continua a ritrovarsi nei concerti, nei festival e negli eventi musicali del territorio. Musicisti, giornalisti, fotografi, organizzatori, romanzieri, collezionisti e semplici appassionati hanno costruito nel tempo una rete di relazioni che ancora oggi conserva lo spirito che Paolo aveva saputo creare.
Un “circo itinerante” della musica che continua a ritrovarsi da una città all’altra, da un palco all’altro, spesso in provincia profonda, mantenendo vivo un patrimonio fatto di amicizia, curiosità e condivisione.
In questo senso il Buscadero Day – nato dalla rivista che ha appena festeggiato 45 anni di storia – rappresenta forse una delle eredità del suo lavoro. L’edizione 2026 si svolgerà sabato 25 luglio al Parco Berrini di Ternate, accanto e insieme al WoodinStock (è il quarto anno). Tre palchi, musica dal vivo dalle 15 fino a mezzanotte e decine di artisti provenienti da tutta Italia animeranno una giornata che è più di una rassegna musicale.

Per vicinanza di date, il Buscadero Day è divenuto – naturalmente – un omaggio e un ricordo alla figura di Paolo Carù. Forse lui si schermirebbe, ma in fin dei conti l’omaggio ai miti e alle radici si coniuga bene con la capacità di guardare al futuro, sperimentare, prendere nuove vie o riprendere quelle già battute, a ogni incrocio che i tempi offrono, anche quando magri. Keep on rockin’, direbbe il bardo canadese. Continueranno a farlo.
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