Furto al Terminal 1 di Malpensa: sospettato bloccato dai carabinieri dopo la fuga verso la stazione ferroviaria
Un 29enne è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri della Stazione dell’Aeroporto di Malpensa dopo il furto di un borsone nel salone autonoleggi. Decisive le immagini di videosorveglianza e il rapido intervento dei militari, che hanno recuperato parte della refurtiva e identificato il sospettato poco dopo la fuga
I carabinieri della Stazione dell’Aeroporto di Malpensa hanno arrestato in flagranza un 29enne algerino, sospettato di un furto con destrezza avvenuto nella tarda mattinata di ieri presso il Terminal 1, all’interno del salone autonoleggi.
Secondo quanto ricostruito, il sospettato avrebbe approfittato di un momento di distrazione di un viaggiatore in attesa allo sportello di una società di noleggio auto. In pochi istanti, con un’azione fulminea, sarebbe riuscito ad impossessarsi di un borsone griffato lasciato momentaneamente incustodito, per poi allontanarsi rapidamente in direzione della stazione ferroviaria dello scalo.
La vittima, accortasi dell’accaduto, ha immediatamente richiesto aiuto attirando l’attenzione delle persone presenti e dei Carabinieri in servizio di pattugliamento. La descrizione fornita e la successiva visione delle immagini del sistema di videosorveglianza hanno consentito ai militari di individuare con precisione la direzione di fuga.
L’uomo poi accusato di furto è stato rintracciato pochi minuti dopo sulla banchina della stazione ferroviaria del Terminal. Nel corso del controllo, si era già disfatto del borsone, ma nello zainetto in suo possesso sono state rinvenute due paia di scarpe riconosciute dalla vittima come parte della refurtiva.
Ulteriori accertamenti hanno poi permesso di recuperare anche il borsone, occultato lungo il percorso e presumibilmente destinato a essere recuperato in un secondo momento. L’intera refurtiva, del valore complessivo di circa 6.000 euro, è stata restituita al legittimo proprietario.
Il sospettato, già noto alle forze dell’ordine, è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Busto Arsizio è stato giudicato con rito direttissimo. Il giudice ha disposto la misura cautelare del il divieto di dimora.
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