Gatti festeggia la promozione: “Vittoria meritata: compattezza ma anche qualità. A Solbiate sto bene”
Subentrato a febbraio in un momento delicato del campionato l'allenatore conquista la sua undicesima promozione in carriera e incorona un gruppo solido e ricco di qualità
Una gioia travolgente, che ha riportato dopo 15 anni la Solbiatese in Serie D. Una promozione arrivata al termine di un percorso praticamente perfetto nei playoff, dominato dall’inizio alla fine grazie a una solidità difensiva impressionante e a un gruppo che ha saputo trovare la quadratura ideale nel momento decisivo della stagione. E a festeggiare un’altra promozione è Roberto Gatti, allenatore torinese ma varesino di adozione che ha saputo conquistare un’altra promozione – l’undicesima più due da giocatore – della sua carriera. (foto Facebook – Solbiatese Calcio 1911)
La chiave del successo a Soncino
La trasferta in terra cremonese si è rivelata una festa, ma la partita ha richiesto la giusta dose di carattere. Nonostante il gol subito, la squadra non si è mai disunita, forte del vantaggio accumulato e di una condizione fisica apparsa nettamente superiore rispetto a quella degli avversari, nonostante il caldo torrido della giornata. «Stavamo meglio fisicamente – racconta mister Gatti – e anche se abbiamo preso gol non ci siamo spaventati. Avevamo comunque un vantaggio, la squadra stava bene nonostante i 33 gradi in campo. Hanno giocato tutti bene, la vittoria è meritata».
Una difesa di ferro per tutto il playoff
Il cammino nei playoff della Solbiatese rasenta la perfezione. Cinque partite disputate e soltanto due reti concesse, di cui una su calcio di rigore. Un dato che fotografa meglio di qualsiasi altra analisi la compattezza del blocco nerazzurro, capace di rischiare pochissimo anche nelle trasferte più insidiose come quella di Fossano. «La partita più difficile – analizza l’allenatore – è stata sicuramente quella a Fossano sul sintetico, ma anche lì abbiamo rischiato veramente poco. Nei playoff abbiamo subito solo due gol: uno è stata una svista del portiere che ci può stare e l’altro su rigore. Se contiamo i tiri presi, sono veramente pochi. La difesa è stata molto solida e poi sono stati bravi tutti».
L’importanza del secondo posto in campionato
Un ruolo fondamentale nel trionfo finale lo ha giocato anche la regular season, risultato che ha permesso di saltare il primo turno degli spareggi promozione. Un vantaggio strategico che ha permesso alla squadra di ricaricare le pile e preparare al meglio i primi incroci decisivi, a partire dalla sfida contro il Saronno, in un ambiente caldo e stimolante che ha riacceso l’entusiasmo della piazza. «Un turno in meno vuol dire tanto – spiega mister Gatti – e abbiamo preparato bene la partita col Saronno. Poi bello anche l’ambiente, tanta gente, sembrava un altro calcio. Il pubblico ha risposto molto bene».
Il lavoro di mister Gatti da febbraio a oggi
Subentrato sulla panchina nerazzurra a febbraio, l’allenatore ha saputo toccare i tasti giusti in un momento in cui la squadra, pur trovandosi al secondo posto, stava subendo il ritorno delle inseguitrici. Nessuna rivoluzione copernicana, ma un lavoro mirato sulla testa e sulla compattezza di un gruppo che aveva fame di vincere. «Onestamente ho puntato sulla compattezza del gruppo – ammette l’allenatore – ma ho trovato una squadra pronta, che aveva voglia di vincere. Era seconda in classifica ma in quel momento aveva qualche difficoltà ed era stata raggiunta da quattro o cinque squadre. La squadra ha subito risposto bene, quando ha trovato la quadratura giusta ha concesso poco. Oltre alla fisicità c’è tanta qualità».
Un record personale e il futuro in nerazzurro
Per Roberto Gatti si tratta dell’undicesima promozione conquistata da allenatore, un palmarès da record che si aggiunge alle due storiche promozioni ottenute da calciatore in Svizzera con Lugano e Chiasso. Dopo i festeggiamenti con la squadra e la dirigenza, l’attenzione si sposta inevitabilmente sul futuro e sulla prossima stagione in Serie D, con la volontà reciproca di continuare insieme. «Ieri sera sono stato con la squadra – conclude Roberto Gatti – e c’era tutta la società, persone per bene con cui mi sono trovato molto bene. Sul futuro ci dobbiamo trovare, ma se non ci sono impedimenti è un posto dove si sta bene e si può lavorare nella maniera migliore».
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