Giornata del donatore di sangue: “Un grazie doveroso per quello che fanno”

Il 14 giugno si celebra la ricorrenza voluta dall'OMS. I numeri dell'Avis Sovracomunale Medio Varesotto nel 2025: quasi 10mila sacche di sangue intero, 2200 di plasma

donazione sangue

Ogni 14 giugno, dal 2004 in avanti, si celebra la Giornata Mondiale del donatore di sangue promossa dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per ringraziare tutti coloro che donano regolarmente sangue ed emocomponenti. Una data scelta perché coincide con la nascita di Karl Landsteiner, lo scopritore dei gruppi sanguigni e coscopritore del fattore Rhesus (Rh), scoperta che gli valsa il Nobel per la Medicina nel 1930.

Grazie alle scoperte di Landsteiner è stata aperta la strada alle moderne e sicure trasfusioni di sangue che con il passare degli anni hanno potuto contare su numerosi e straordinari progressi scientifici. L’anticoagulazione ha consentito di passare dalla trasfusione “diretta o braccio-braccio” (donatore e paziente erano fianco a fianco) a quella “indiretta”, con il sangue prelevato in un luogo e trasfuso al letto del paziente.

Conservanti specifici hanno prolungato (ora fino a 42/49 giorni) la durata del sangue raccolto, mentre l’impiego di sacche di materiale plastico permette di scomporre il sangue stesso nei tre principali emocomponenti (concentrato di piastrine, di globuli rossi e plasma) con modalità di conservazione e impiego differenti. Inoltre, attraverso apposite apparecchiature, si possono raccogliere singole frazioni del sangue (come il plasma o le piastrine), comprese le cellule staminali emopoietiche necessarie per i trapianti.

Parallelamente sono state perfezionate le indagini e le procedure per garantire la massima sicurezza delle donazioni e delle trasfusioni. Ancora oggi, pertanto, la trasfusione di emocomponenti rappresenta una delle terapie salvavita ed è indispensabile anche per consentire l’esecuzione di numerose terapie sia mediche (come la chemioterapia) sia chirurgiche sia di trapianti di organi solidi e di midollo osseo, oltre a contribuire a prolungare la vita ed a migliorarne la qualità di tantissimi malati con anemie croniche.

Tutto questo però è possibile solo grazie alla disponibilità di tutte quelle persone che hanno scelto di diventare e rimanere donatori periodici, volontari, non remunerati, anonimi, associati ad Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue).
Con il loro gesto regolare nel 2025, gli oltre 8000 avisini afferenti ad Avis Sovracomunale Medio Varesotto hanno effettuato, presso il Servizio Trasfusionale di Varese, 9717 donazioni di sangue intero e 2200 di plasma. Numeri ricordati dal dottor Vincenzo Saturni, che è attualmente il vicepresidente dell’Avis Sovracomunale, realtà  attiva dal 1998 che svolge un ruolo di coordinamento fondamentale per la chiamata/convocazione alla donazione dei donatori di 22 Avis Comunali.

Inoltre è importante sottolineare che i grandi cambiamenti scientifici sono stati accompagnati da quelli sociali ed è da rimarcare che il donatore e Avis non costituiscono esclusivamente “la fonte” del sangue a scopo trasfusionale, ma sono anche testimoni di altruismo, mondialità, anonimato, volontariato, consapevolezza, gratuità, oltre che promotori di cultura della solidarietà, del dono, della partecipazione, di stili di vita positivi e salute.

«Per queste motivazioni – conclude Saturni – è doveroso ringraziare i già donatori di sangue per quello che hanno fatto e faranno e invitare chi donatore non è ancora a diventarlo rivolgendosi ad una sede Avis vicina alla propria abitazione».

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Pubblicato il 13 Giugno 2026
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