Hantavirus, finita la quarantena a Milano: test negativi per i due cittadini britannici

Si è concluso il periodo di osservazione per i due turisti britannici. Bertolaso: «Modello di eccellenza nel biocontenimento»

coronavirus

Si è conclusa positivamente la vicenda dei due cittadini del Regno Unito trattenuti in isolamento precauzionale a Milano dopo essere stati identificati come contatti di casi confermati di Hantavirus. I controlli sanitari previsti dai protocolli internazionali hanno confermato la completa negatività al virus e l’assenza di sintomi per entrambi i soggetti, che hanno potuto così lasciare la quarantena domenica 7 giugno.

La gestione del caso ha richiesto una tempestiva collaborazione istituzionale che ha visto lavorare in sinergia il Ministero della Salute, la Regione Lombardia, l’Ats Città Metropolitana di Milano, l’Asst Fatebenefratelli Sacco, il Centro Regionale per le Malattie Infettive (CeReMi) e la Sanità Militare attraverso il Centro Ospedaliero Militare di Baggio.

Le indagini epidemiologiche e l’isolamento

L’allarme è scattato a metà maggio a seguito di due distinte segnalazioni arrivate dalle autorità sanitarie del Regno Unito:

Il primo caso ha riguardato un uomo di circa 60 anni, che aveva viaggiato sul volo Sant’Elena–Johannesburg lo scorso 25 aprile. Ricevuta la notifica il 12 maggio, le autorità lombarde hanno rintracciato l’uomo e lo hanno trasferito inizialmente al Sacco. Dal 18 maggio il sessantenne è stato poi ospitato in una degenza protetta presso il Centro Ospedaliero Militare di Baggio per completare il periodo di incubazione (fissato al 6 giugno), monitorato due volte al giorno per i parametri vitali. Il turista ha espresso profonda gratitudine per la professionalità e l’accoglienza ricevute sia in ospedale sia nella struttura militare.

Il secondo contatto ha interessato una giovane turista di circa 20 anni, anch’essa esposta al virus il 25 aprile ma sulla tratta Johannesburg-Amsterdam. Segnalata il 19 maggio, la ragazza è stata presa in carico dall’ospedale Sacco, dove ha trascorso l’intero periodo di osservazione – risultato anch’esso negativo – fino al 7 giugno.

Il commento delle istituzioni

La macchina dei soccorsi e del biocontenimento ha dimostrato una forte capacità di risposta, ereditata e perfezionata anche grazie all’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19.

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha espresso forte soddisfazione per l’esito della vicenda:

«L’esito positivo di questa vicenda dimostra la reattività del nostro sistema sanitario. La Lombardia ha dimostrato ancora una volta di possedere un modello organizzativo di eccellenza sul fronte delle malattie infettive ad alto rischio. Reagire in poche ore a una segnalazione internazionale, rintracciare i contatti e monitorarli senza mai cedere all’allarmismo è la prova che la nostra rete di sorveglianza è solida ed efficiente».

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Pubblicato il 09 Giugno 2026
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