I frontalieri del Tilo, rimasti senza treno in Italia e con il parcheggio a pagamento a Stabio

La sospensione per lavori della linea ha moltiplicato i problemi per i lavoratori che dal Varesotto vanno verso il Canton Ticino

Induno Olona generiche

La sospensione del collegamento ferroviario diretto tra Varese e Stabio continua a creare disagi ai lavoratori frontalieri che ogni giorno si spostano verso il Canton Ticino. Dopo le difficoltà legate alla sostituzione dei treni con autobus e ai ritardi accumulati nelle ultime settimane, ora a pesare sui pendolari c’è anche una nuova criticità: il nuovo parcheggio della stazione di Stabio è diventato a pagamento.

A segnalare la situazione è un lavoratore frontaliero che ha scritto alla redazione raccontando il crescente malcontento tra chi, a causa dell’interruzione della linea ferroviaria per i lavori in corso, è costretto a raggiungere la stazione svizzera in automobile per poi proseguire il viaggio in treno.

«Dalla sospensione del collegamento ferroviario diretto tra Varese e Stabio, migliaia di pendolari sono stati costretti a raggiungere la stazione di Stabio in automobile» scrive il lettore. «A un disagio già notevole, specialmente per via del traffico intenso, si è recentemente aggiunta l’introduzione del pagamento del parcheggio sterrato e non custodito della stazione di Stabio, al costo di 6 franchi al giorno».

Secondo quanto riferito, il problema non sarebbe soltanto economico, ma anche legato alle modalità con cui la novità sarebbe stata introdotta. «Il cambiamento è avvenuto senza una comunicazione chiara e visibile agli utenti. Fino al giorno precedente il parcheggio era gratuito e numerosi automobilisti si sono ritrovati multati senza essere stati adeguatamente informati della modifica».

Alla questione del parcheggio si sarebbero aggiunti episodi di tensione tra utenti e addetti. Il frontaliero racconta infatti che in alcuni momenti l’accesso all’area sarebbe stato limitato con la motivazione dell’esaurimento dei posti disponibili, nonostante, a suo dire, vi fossero ancora stalli liberi. «A chi come me ha chiesto come raggiungere il posto di lavoro è stato risposto che non era un loro problema», riferisce nella lettera, lamentando atteggiamenti giudicati poco rispettosi nei confronti dei lavoratori italiani.

La vicenda si inserisce in un quadro già complicato per i pendolari della linea transfrontaliera. Nelle scorse settimane diversi utenti avevano segnalato criticità legate agli autobus sostitutivi predisposti durante la sospensione del servizio ferroviario. In particolare erano emersi casi di lavoratori rimasti a terra per l’esaurimento dei posti disponibili sui bus, con conseguenti ritardi all’ingresso sul posto di lavoro e difficoltà nell’organizzazione degli spostamenti.

L’interruzione della tratta tra Varese e Stabio, necessaria per consentire gli interventi infrastrutturali programmati sulla linea, sta dunque producendo effetti che vanno oltre il semplice allungamento dei tempi di percorrenza. Per molti frontalieri il viaggio quotidiano si è trasformato in un percorso più complesso e costoso, tra coincidenze da rispettare e autobus sostitutivi o traffico stradale e il costo del parcheggio in territorio svizzero.

I lavoratori chiedono maggiore attenzione e una comunicazione più tempestiva sulle modifiche che incidono sulla mobilità quotidiana, in attesa del ripristino del collegamento ferroviario diretto tra Varese e Stabio.

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Pubblicato il 17 Giugno 2026
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