Il centrosinistra perde dopo undici anni: Aliprandini: “Orgogliosi di aver cambiato il volto di Somma, ora ferma opposizione”
Si chiude l'esperienza amministrativa avviata con il sindaco uscente Stefano Bellaria. Il candidato erede della giunta cede a Silvio Pezzotta per 179 voti. Le reazioni di Aliprandini, del segretario cittadino del Pd Xhuljano Banaj e di Alberto Visco Gilardi
Si chiude dopo circa undici anni l’esperienza di governo del centrosinistra a Somma Lombardo. Il ballottaggio dell’8 giugno consegna la città a Silvio Pezzotta e archivia la stagione amministrativa avviata con il sindaco uscente Stefano Bellaria, di cui Stefano Aliprandini, vicesindaco uscente, era il candidato di continuità.
Il dato definitivo, con tutte le 17 sezioni scrutinate, vede Pezzotta eletto sindaco con 3.158 voti (51,46%), davanti ad Aliprandini, fermo a 2.979 voti (48,54%): uno scarto di 179 schede. Il risultato ribalta l’esito del primo turno del 24 e 25 maggio, quando era stato proprio Aliprandini a chiudere in testa con 2.996 voti (46,84%) sui 2.845 di Pezzotta (44,48%), a un margine di 151 preferenze.
In consiglio comunale il centrosinistra siederà all’opposizione con sei rappresentanti: Aliprandini come candidato sindaco sconfitto, più cinque consiglieri delle sue liste. Il Partito Democratico, prima forza della coalizione con 1.606 voti (26,11%) al primo turno, ottiene 3 seggi; Sinistra per Somma (538 voti, 8,75%) e Somma Futura (410 voti, 6,67%) ne conquistano uno ciascuna, mentre Civici per Somma (329 voti, 5,35%) resta fuori.
Aliprandini: «Le città non si conquistano, si meritano»
Aliprandini ha rivendicato il lavoro degli ultimi anni: «Sono orgoglioso di aver fatto parte di una squadra che in questi undici anni ha cambiato il volto di Somma», lasciando un comune «riformato, con i conti in ordine» e buone relazioni di collaborazione interne, che si augura vengano mantenute. Ha annunciato che tornerà al proprio lavoro, «fra qualche mese potrò andare in pensione», ma resterà presente in consiglio comunale e nelle commissioni.
Pur accettando il verdetto delle urne, «in democrazia i risultati si accettano», il candidato di centrosinistra ha indicato i nodi della sconfitta: «Quello che deve far riflettere è la bassa affluenza, lo scarto è minimo». E ha respinto il linguaggio della rivincita: «Non parlerei di riconquista, le città non si conquistano, le città si devono meritare». Il suo schieramento, ha aggiunto, farà «un’opposizione puntuale e ferma». Un ringraziamento, infine, a candidati e volontari, con la rivendicazione di aver «sostanzialmente riconfermato i voti del primo turno».
Banaj (Pd): «Persi solo 300 voti, ma è mancato l’apparentamento»
Il segretario cittadino del Partito Democratico, Xhuljano Banaj, ha riconosciuto la vittoria del centrodestra rivendicando però la tenuta del proprio partito: al primo turno il Pd ha raccolto il 26%, mezzo punto in più rispetto al 2020, perdendo complessivamente solo circa 300 voti. Banaj ha poi toccato il punto più delicato della campagna, quello dell’alleanza per il ballottaggio: il Pd, ha spiegato, aveva dato disponibilità all’apparentamento, con un riferimento ad Azione, accordo che però non si è concretizzato, e ha richiamato la dichiarazione con cui lo stesso Aliprandini si è assunto la responsabilità del mancato intesa. «I colleghi saranno in consiglio comunale» per provare a fare un buon lavoro, ha concluso.
Visco Gilardi (Sinistra per Somma): «La coerenza costruisce l’alternativa»
Sul tema delle divisioni interne è intervenuto Alberto Visco Gilardi, di Sinistra per Somma, che ha difeso la linea della propria lista: «Abbiamo fatto una scelta di coerenza, una coerenza di valori e di progetti», ciò su cui «si costruisce la capacità di amministrare una città». Pur riconoscendo la vittoria del centrodestra, ha indicato nella fedeltà ai propri valori la strada per «costruire un’alternativa per il futuro».
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