La musica al centro della Schiranna: l’asse tra food e clubbing decreta il successo dell’Urban Lake Street Food
Il network tra Chocolat Pubblicità e This is not traccia una nuova direzione per gli eventi alla Schiranna: bella atmosfera, tantissime persone per un clima di festa vera in uno spazio da sfruttare di più e meglio
Bella atmosfera di festa, divertimento e voglia di stare insieme. Dietro ai numeri record e alla massiccia affluenza registrata all’Urban Lake Street Food Festival della Schiranna c’è una precisa architettura organizzativa, fondata sull’inedito connubio tra la cultura del cibo di strada e la direzione artistica della scena elettronica locale. L’evento ha dimostrato come la sinergia strategica tra diverse realtà possa trasformare un format “tradizionale” in un catalizzatore culturale capace di attrarre migliaia di presenze, puntando sulla qualità della proposta musicale come principale fattore di richiamo.
A determinare il successo dell’edizione 2026 (in scena dal 29 maggio al 1 giugno, con la data del 2 cancellata per il maltempo previsto su tutto il Varesotto) è stato il coinvolgimento di due attori specifici: Chocolat Pubblicità, promotore del festival Urban Lake Street Food e This is not, realtà che si è occupata della programmazione artistica insieme ad EM Studio.
Il coordinamento ha permesso di strutturare un palinsesto musicale articolato su cinque giornate, alternando set in vinile per il “morning club” domenicale che piace tanto a Milano e dintorni a serate di punta con ospiti di rilievo nazionale, come il duo Cube Guys da Bergamo o la DJ Chicca Leaf, affiancati dai DJ resident del gruppo: lunedì 1 giugno dalle 19 alle 24 sul palco ci sono Andrea Ciapparella, Bozz e Torq. La risposta del pubblico ha confermato l’efficacia della formula, evidenziando un forte riscontro sia nella fascia anagrafica tra i 25 e i 35 anni, sia tra famiglie e residenti di ogni età.

A tracciare un primo bilancio dell’iniziativa e le prospettive di sviluppo sono i diretti protagonisti, che non risparmiano riflessioni sulle potenzialità logistiche della Schiranna e sui nodi legati alla gestione degli spazi pubblici.
«Cerchiamo sempre di coinvolgere tutti gli attori del territorio per fare manifestazioni che abbiano un impatto importante – spiega Michela Ferro di Chocolat Pubblicità -. Questo evento era nato con l’idea di fare un grande festival del lago. Secondo me, se l’area della Schiranna deve diventare una zona dedicata alle feste, va data in mano a dei professionisti. Lo street food da solo va benissimo, abbiamo cominciato a fare eventi di questo tipo dieci anni fa proprio a Varese, in piazza Repubblica, ma c’era bisogno di andare oltre e aggiungere un’attrattiva forte come la musica per coinvolgere i giovani e le famiglie, accanto ad un’offerta ampia fatta di eventi collaterali, sport, fitness e svago di diverso tipo. L’ottima riuscita di questi giorni dimostra che si possono fare cose belle per il territorio, quello che mi auguro è che la buona riuscita di questa edizione porti ad una maggiore collaborazione da parte dell’amministrazione per provare ad andare un po’ oltre e immaginarsi qualcosa di bello e positivo soprattutto per i giovani della città, che di eventi come questo hanno bisogno, oggi più mai».

Nata nel 2012, This Is Not ha costruito negli anni una community di migliaia di persone attraverso eventi, festival e collaborazioni artistiche tra Varese, Milano e location internazionali. Con oltre 400 party realizzati, partnership con festival e club di riferimento e una forte presenza social, rappresenta oggi un punto di riferimento per le nuove generazioni e per il mondo dell’intrattenimento musicale indipendente.
«Il coinvolgimento nasce da una connessione tra Chocolat Pubblicità, This is not ed EM Studio – spiega Marco Dassi, dj e responsabile di This is Not -. Chocolat Pubblicità cercava un partner forte sul territorio e ha selezionato noi come curatori musicali delle cinque giornate. Non ci aspettavamo una risposta così importante, è andata sopra le aspettative: venerdì e sabato abbiamo registrato migliaia di presenze. La Schiranna si è prestata molto bene al connubio tra musica e food, c’è il giusto spazio per muoversi in armonia senza disturbare. Questo posto ha un potenziale ad oggi non pienamente utilizzato, se non per tre o quattro appuntamenti annuali. A Varese mancano attività di intrattenimento pubblico, eventi alla portata di tutti dove far lavorare anche i commercianti locali servono e questa è la dimostrazione che se fatti bene portano solo cose positive: non abbiamo avuto un problema di gestione, è andato tutto liscio, a parte la pioggia che ci ha costretto a ridurre il programma. L’idea per il futuro è rifarlo qui, possibilmente in maniera più grande, ampliando lo stage musicale, magari utilizzando anche il parcheggio. Speriamo si possa fare, quest’anno è stata un’esperienza super».
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