Lavori senza sosta a Curiglia: oltre 40 viaggi di camion per liberare la strada dalla frana. “Valutazioni per la riapertura”
Le operazioni, riprese all'alba di domenica, hanno rimosso circa 200 metri cubi di detriti. Sul posto il presidente della Provincia Marco Magrini, il consigliere delegato Fabio Passera e la sindaca Nora Sahnane, con geologo e tecnici. Decisione sulla riapertura attesa nelle prossime ore
A poco più di ventiquattro ore dalla grossa frana che sabato 6 giugno ha isolato Curiglia con Monteviasco, ostruendo la strada provinciale 6, le operazioni di rimozione proseguono senza sosta. Dopo una prima fase di lavoro durata sabato fino alle 20.30, le squadre sono tornate sul posto all’alba di domenica e da lì non si sono più fermate.
A monitorare gli interventi, sul fronte della frana, ci sono il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e il consigliere delegato a Infrastrutture, Viabilità, Piste Ciclabili ed Economia di Frontiera Fabio Passera, insieme alla sindaca Nora Sahnane, a un geologo e al geometra dell’ente. «Abbiamo fatto un summit», spiega Passera, sottolineando come in casi del genere l’amministrazione si assuma anche precise responsabilità nel decidere i tempi.
I numeri restituiscono la dimensione del distacco: per portare via il materiale franato sulla carreggiata sono serviti oltre quaranta viaggi di camion, una stima che si traduce in almeno 200 metri cubi di detriti scesi dal versante sopra la strada. Un’operazione complessa, resa più difficile dalla conformazione della strada, percorribile dai mezzi soltanto in retromarcia per raggiungere il punto di scarico.
Sono ore decisive. In queste fasi sono in corso valutazioni tecniche particolarmente delicate per stabilire se e quando ripristinare il transito. La riapertura potrebbe arrivare già nel corso della giornata, ma tutto dipenderà dall’esito delle verifiche sulla stabilità del fronte una volta completata la rimozione. «La situazione non è semplice», è la sintesi di Passera, che invita alla prudenza pur dichiarandosi fiducioso.
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In parallelo, la Provincia si prepara a un pronto intervento per la messa in sicurezza: sono previste barriere New Jersey verso valle, dove il guardrail a strapiombo sul burrone è stato divelto dalla frana, e protezioni verso monte.
Resta, sullo sfondo, l’esigenza prioritaria di dare una risposta agli abitanti di Curiglia e Monteviasco, tuttora di fatto isolati: la SP6 è l’unica via di collegamento del paese con il resto del territorio.

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