L’economia sociale e la forza delle alleanze: così cresce la democrazia economica
Dalla ricerca all’azione: a Varese il dialogo tra profit e non profit individua nuove alleanze per rafforzare l’inclusione lavorativa e costruire una democrazia economica più partecipata
In questa fotografia scattata sulla scalinata di Villa Andrea, alle Ville Ponti di Varese, poco prima dell’avvio del convegno dedicato al valore dell’economia sociale, è racchiuso il senso di un’intera mattinata. Da sinistra, Mauro Frangi, presidente di Confcooperative Insubria, Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, Giacomo Mazzarino, dirigente dell’ente camerale, e ancora Aldo Montalbetti e Maurizio Martegani, rispettivamente vicepresidente e presidente di Federsolidarietà Insubria. Rappresentanti del mondo cooperativo, delle istituzioni e dell’economia locale che, con ruoli diversi, hanno contribuito a costruire un percorso comune sui temi dell’inclusione lavorativa e della responsabilità sociale.
Nei loro sorrisi si coglie la consapevolezza di chi, da anni, lavora per creare connessioni tra imprese, cooperazione, istituzioni e mondo della ricerca. Più che una semplice foto di gruppo, è l’immagine di una rete territoriale che ha scelto di mettere al centro il valore sociale dell’economia e l’inclusione delle persone con disabilità.
A spiegare meglio di qualsiasi didascalia il significato di quello scatto è stata una frase pronunciata da Paolo Venturi, direttore di AICCON Research Center e docente dell’Università di Bologna, in apertura del convegno: «L’economia sociale è un presidio della democrazia economica». Da questa riflessione ha preso avvio il convegno “Il valore dell’economia sociale. Dialoghi e alleanze tra profit e non profit per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”, organizzato alle Ville Ponti dalla Camera di Commercio di Varese insieme al Tavolo della Cooperazione e dell’Impresa Sociale e al centro di ricerca CreaRes dell’Università dell’Insubria
IL RIFERIMENTO È LA COSTITUZIONE
L’incontro è stato l’occasione per presentare gli esiti della ricerca “Economia sociale e collaborazione tra imprese profit e non profit. Evidenze e opportunità per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità” (pubblicata da Franco Angeli), un lavoro curato dai professori Rosella Locatelli e Andrea Uselli dell’università dell’Insubria che analizza il contributo dell’economia sociale e il potenziale delle collaborazioni tra imprese, cooperative e istituzioni nel favorire percorsi occupazionali più efficaci e inclusivi.
Il richiamo più forte al significato civile dell’inclusione è arrivato dal prefetto Salvatore Rosario Pasquariello, che ha ricordato i principi fondanti della Costituzione. Citando gli articoli 2, 3 e 4, il prefetto ha ricordato come la Repubblica sia chiamata a rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza e la partecipazione dei cittadini e come il lavoro rappresenti uno strumento fondamentale di realizzazione della persona. «Parlare di inclusione lavorativa significa parlare di cittadinanza, dignità e opportunità», ha affermato, sottolineando che l’inserimento delle persone con disabilità non può essere considerato soltanto un adempimento normativo, ma una scelta che misura la qualità civile di una comunità.

COS’È OGGI L’ECONOMIA SOCIALE
Dopo i saluti istituzionali di Mauro Vitiello e di Rossella Locatelli, direttore di CreaRes, la prima sessione dei lavori è stata dedicata alla presentazione della ricerca.
Sebastiano Citroni dell’Università dell’Insubria e Paolo Venturi hanno affrontato il tema “Cos’è oggi l’economia sociale?”, aprendo una riflessione sul significato e sul ruolo di un comparto che non si limita alla produzione di servizi, ma contribuisce a generare partecipazione, relazioni e valore per le comunità.
A seguire Andrea Kalajzic e Giovanna Gavana dell’Università dell’Insubria, insieme a Giacomo Mazzarino ed Elena Provenzano della Camera di Commercio, hanno illustrato la dimensione, i settori di attività e il valore prodotto dal sistema delle cooperative sociali nella provincia di Varese e in Italia. Un’analisi che ha permesso di mettere a fuoco il peso economico e sociale di una realtà che rappresenta uno degli attori principali nei processi di inclusione lavorativa. Il tema dell’inserimento delle persone con disabilità è stato poi approfondito attraverso l’esame delle buone prassi di applicazione della normativa sul collocamento mirato a Varese e nelle altre province italiane.
L’ESPERIENZA POSITIVA IN PROVINCIA DI VARESE
Kalajzic e Francesco Maresca, responsabile area lavoro della Provincia di Varese, hanno portato l’attenzione sulle esperienze che hanno prodotto risultati significativi e sulle opportunità offerte dalla collaborazione tra soggetti diversi. Non sono mancate le riflessioni sulle criticità ancora presenti nell’applicazione delle norme. A confrontarsi sul tema sono stati Sebastiano Citroni, Laura Telloni della cooperativa sociale Ozanam e Maria Paola Toniolo di BTicino, evidenziando come esistano ancora ostacoli che richiedono strumenti, percorsi e alleanze capaci di trasformare gli obblighi normativi in opportunità concrete.
La seconda parte della mattinata, significativamente intitolata “Dalla ricerca all’azione”, ha avuto l’obiettivo di tradurre le analisi in prospettive operative. La testimonianza “La fabbrica di scambiatore di calore umano”, proposta da Fabio Liberali di Lu-Ve, da Radmyla Sydorkina, presidentessa della Cooperativa Sociale Alfa, e dalla psicologa Claudia Stasi, ha rappresentato un esempio concreto di collaborazione tra impresa e cooperazione.
Al centro della successiva tavola rotonda, moderata da Giorgio Impellizzieri, ricercatore di Adapt, il tema della collaborazione profit-non profit in provincia di Varese. Mauro Frangi per Confcooperative, Michela Conterno per Confindustria, Sara Bartolini per Confartigianato e Luciana Redaelli per Confapi si sono confrontati su idee, ostacoli e prospettive per rafforzare una rete territoriale capace di generare inclusione e sviluppo.
L’INSERIMENTO LAVORATIVO È UN LEVA STRATEGICA
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa era andare oltre la teoria. Non soltanto presentare una ricerca, ma costruire un dialogo tra il mondo accademico e quello delle imprese, affinché i risultati emersi possano tradursi in azioni concrete e utili per l’intero sistema economico. In questa prospettiva, l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità non viene letto come un mero adempimento di legge, ma come una leva strategica per la competitività locale e per uno sviluppo più sostenibile.
Le conclusioni affidate ad Andrea Uselli, direttore del Dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria, e a Domenico Pietrantonio, rappresentante del settore Cooperazione nel Consiglio della Camera di Commercio di Varese, hanno chiuso i lavori. I numeri dicono che il valore dell’economia sociale cresce quando profit e non profit scelgono di lavorare insieme, trasformando il territorio in un laboratorio di innovazione, inclusione e partecipazione.
Economia sociale, Varese tiene e cresce: più valore, più servizi, meno sedi legali
La voce delle imprese e del sociale: «Insieme creiamo lavoro e valore»
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
fracode su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
Stefano Montani su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
PaoloFilterfree su Giorgetti arriva a Sumirago e ribadisce lo spirito di Bossi: "Sapevamo da dove arrivavamo e dove volevamo andare"
VittorioCappuccio su Lago Maggiore, l'acqua arretra: caldo e siccità mettono sotto pressione il Verbano
Felice su Da Busto Arsizio a Milano per fare ricerca sul cancro: la storia di Francesca Peluso










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.