L’ultimo saluto a Sara Vetrano: la chiesa di Marchirolo non basta a contenere il dolore
"È difficile accettare questi momenti, ma mai come in questi casi fondamentale la vicinanza della comunità, che ci è stata, si è sentita, ha sostenuto la famiglia", ha detto don Mario Ziviani, parroco di Cugliate Fabiasco
Capelli sciolti, top nero, esce dalla chiesa di San Pietro a Marchirolo e si appoggia alla spalla di papà che la cinge, le dà un bacio sulla testa. Il dolore che punge il petto, toglie il respiro, e non fa parlare. Non se ne va, anche a distanza di giorni. E anzi ritorna, e lo si vede disegnato nel contorno degli occhi arrossati, sotto forma di lacrime per ricordare un’amica.
La chiesa di San Pietro, a Marchirolo, non è riuscita a contenere – non poteva – le persone arrivate dai paesi vicini e da Varese dove Sara Vetrano, 16 anni, studiava, e dove aveva gli amici. Sono arrivati anche da Mesenzana, paese non lontano in cui questa ragazza che a giorni avrebbe compiuto 17 anni aveva frequentato le medie, e dove teneva ancora un giro di amicizie per via dell’oratorio, di quelle tante ore spese al servizio degli altri, dei più giovani che finita la scuola trovano nelle parrocchie delle valli un posto dove stare per i compiti estivi, i giochi e le attività conviviali.
Lì si creano amicizie che vanno oltre i luoghi, che si perfezionano e rimangono per anni, a volte per la vita intera. Sara era un po’ tutto questo: studio, famiglia e amici.
Una vita cancellata in meno di un secondo, il 7 giugno. Quella domenica dove ad un passo dalla fine della scuola un gruppo di ragazzi voleva trascorrere il pomeriggio per un tuffo nel lago Maggiore, bagno mai avvenuto perché falciati da un’auto che arrivava da Nord. I ragazzi viaggiavano in fila indiana, un’accortezza che non è bastata; fra i feriti nell’incidente c’era anche la sorella maggiore di Sara, vent’anni, miracolosamente sopravvissuta allo schianto.
Proprio domani su quel tratto di strada ci saranno ulteriori accertamenti da parte della “Infortunistica” della polizia Stradale che darà ulteriori elementi in mano agli inquirenti per conoscere nel dettaglio l’evoluzione dei fatti. Ma oggi è il momento del dolore e del ricordo per questa giovanissima che non c’è più ma che verrà ricordata con l’intitolazione di un’aula della scuola che frequentava, l’istituto Einaudi di Varese.
La cerimonia funebre è cominciata alle 10.30 in punto con un ricordo del parroco che si è sciolto in una preghiera rivolta a Sara, descritta nelle sue qualità legate all’amicizia e al servizio della comunità, così giovane, e così amata da quanti sentire di quelle parole sono scoppiati nell’emozione.
«È difficile accettare questi momenti, ma mai come in questi casi fondamentale la vicinanza della comunità, che ci è stata, si è sentita, ha sostenuto la famiglia», ha spiegato don Mario Ziviani, parroco di Cugliate Fabiasco, dove Sara viveva con la sua famiglia, e parroco di Marchirolo, dove la ragazza riposerà. Diversi i messaggi che sono stati letti in chiesa, cui sono seguiti diversi applausi.
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