Medaglia d’Oro al Valor Militare per Varese: approvata la mozione per il contributo all’Unità d’Italia
Il Consiglio comunale dà il via libera al documento presentato da Luisa Oprandi (Pd). L'assessore alla Cultura Enzo Laforgia ricorda l'eversivo coraggio della città contro l'Impero Austriaco: «Fu la prima a essere liberata da Garibaldi»
Un riconoscimento solenne per il coraggio, il patriottismo e l’eredità storica di una comunità che fu protagonista assoluta del Risorgimento italiano. Il Consiglio comunale di Varese ha approvato a larga maggioranza (due soli astenuti) la mozione d’indirizzo per avviare l’iter istituzionale finalizzato al conferimento alla città della Medaglia d’Oro al Valor Militare per il riconosciuto contributo all’Unità nazionale.
L’atto politico, presentato e illustrato in aula dalla consigliera del Partito Democratico Luisa Oprandi, trae origine da una proposta formale avanzata dall’associazione “Varese per l’Italia 1859” in occasione del 165° anniversario della Proclamazone del Regno d’Italia. Il documento si fonda sulle ricostruzioni storiche e sulla lezione magistrale del professor Antonio Maria Orecchia, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi dell’Insubria, che ha rimarcato il ruolo cruciale svolto dal territorio varesino per le sorti della nazione.
Al centro della mozione vi è l’alto valore sociale e militare della storica Battaglia di Biumo del 26 maggio 1859, un evento che si caratterizzò come una vera e propria mobilitazione cittadina, popolare e corale.
Un gesto eversivo straordinario contro l’Impero
A sottolineare il profondo significato istituzionale e culturale dell’iniziativa è intervenuto l’assessore alla Cultura, Enzo Laforgia, che ha contestualizzato l’eroismo della città in quelle concitate settimane risorgimentali: «È doveroso ricordare che Varese è stata la prima città in assoluto a essere liberata dall’occupazione austriaca grazie all’avanzata di Giuseppe Garibaldi e dei suoi Cacciatori delle Alpi. Fu una tappa di fondamentale importanza, durante la quale le stesse istituzioni cittadine dell’epoca compirono un gesto eversivo straordinario nei confronti dell’Impero Austroungarico. Esiste una testimonianza puntuale di quelle figure: basti pensare al sindaco del tempo che, per anticipare gli eventi e accogliere quello che per gli occupanti era il “nemico logico”, decise di correre a Como per coordinarsi e aprire le porte della città alla liberazione».
L’impegno per il sindaco e la Giunta
Con l’approvazione del documento, il consiglio comunale ha conferito un mandato chiaro al sindaco Davide Galimberti e alla Giunta. Palazzo Estense viene ufficialmente impegnato a promuovere e porre in essere tutte le azioni utili, funzionali e necessarie presso i ministeri e le sedi governative competenti per giungere ufficialmente al conferimento della massima onorificenza militare alla città giardino, celebrandone la memoria come prima terra libera d’Italia.
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