Noi Moderati sposta l’attenzione su bullismo, disagio giovanile e rischi della tecnologia

Convegno a Varese con la senatrice Giusy Versace e tanti ospiti. Tra le proposte l'installazione di una "Blu Box" per i ragazzi che cercano supporto. Lo sport antidoto dei problemi legati a solitudine e dipendenza digitale

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Il disagio giovanile, il bullismo – nella versione tradizionale e in quella cyber – il rapporto controverso con dispositivi digitali e intelligenza artificiale sono temi che non possono essere più ignorati. Anzi, che devono essere affrontati non solo a livello teorico ma anche pratico. Con quest’idea è andato in scena questa mattina – sabato 13 giugno – nella sala Montanari di Varese un convegno organizzato da “Noi Moderati”, la compagine politica presieduta da Maurizio Lupi e che a livello lombardo esprime il sottosegretario alla presidenza della Regione, Raffaele Cattaneo.

Un incontro stimolante che si è snodato sottoforma di dialogo tra i diversi ospiti che si sono alternati sul palco. Tra di loro anche Giusy Versace, senatrice ed ex atleta paralimpica di alto livello. Proprio Versace – anche nelle vesti di moderatrice di parte del dibattito – ha parlato delle proposte di legge presentate per limitare l’uso dei social ai minorenni e sostenere il supporto psicologico nelle scuole. Nel corso del suo intervento, la senatrice è stata affiancata da Luca Massaccesi, ex campione di taekwondo e segretario generale dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Doping.

Insieme hanno sottolineato l’importanza dello sport come prevenzione verso fenomeni di bullismo e di disagio giovanile. Massaccesi in particolare ha promosso le iniziative pensate per ragazze e ragazzi dalla propria associazione, svolte in collaborazione con numerosi campioni di diverse discipline. Inoltre ha proposto di istituire anche a Varese una “Blu box”, un ambiente (simile a quello delle macchine fotografiche per i documenti) installato in un luogo frequentato dai più giovani, con cui è possibile contattare sia personale di supporto (come punto di ascolto) sia eventualmente le forze di polizia in caso di bisogno.

Nel corso della mattinata è stata sottolineata la pericolosità data dalla dipendenza da cellulare («che inizia prestissimo, quando diamo a bimbi di 2 o 3 anni il telefono per tenerli fermi al ristorante») ma anche le insidie portate dall’intelligenza artificiale. «Oggi molti giovanissimi – il 30% circa del totale – si rivolgono all’AI per avere conforto, per avere un confidente disponibile 24 ore su 24, per non parlare di casi ancora più gravi che hanno portato a chiedere consigli sul suicidio». Massaccesi ha fatto anche un esempio personale: «Nella classe di mio figlio hanno fatto una verifica e tutti hanno preso 10 perché hanno usato l’AI aggirando il divieto dell’uso del cellulare in classe. Poi, interrogati, hanno tutti preso voti bassissimi».

L’incontro è stato aperto da Mattia Premazzi, coordinatore provinciale di Noi Moderati, e chiuso da Raffaele Cattaneo. Tra gli ospiti anche il presidente della Provincia, Marco Magrini, che – tra le altre cose – ha annunciato la futura sistemazione della palestra del liceo artistico “Frattini” nei pressi di stadio e palazzetto, ma anche l’idea di dare vita a una consulta giovanile per ascoltare le esigenze dei ragazzi. In sala anche il sindaco di Varese, Davide Galimberti, l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari ed esponenti della società civili come Daniela Colonna Preti, presidente della PolHa e ultima tedofora in occasione del passaggio in città della fiamma olimpica.

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Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 13 Giugno 2026
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