“Non è come pensi”: una campagna per sfatare i falsi miti sulla donazione di midollo osseo

All'Autodromo di Monza la presentazione del progetto dell'associazione Race To Donate e del pilota varesino Alessandro Marchetti. Obiettivo far capire quanto sia semplice aiutare a salvare una vita

race to donate alessandro marchetti monza 2026

In una cornice affasciante – quella dell’Autodromo Nazionale di Monza, sede di una tappa del Campionato Italiano Gran Turismo – ha preso il via la nuova campagna di sensibilizzazione sulla donazione di midollo osseo intitolata “Non è come pensi” e strettamente legata sia a Varese sia al mondo del motorsport. La campagna è infatti promossa da Race to Donate, l’associazione creata dal pilota (e odontoiatra) varesino Alessandro Marchetti dopo essere sopravvissuto a una leucemia grazie proprio a un trapianto di midollo.

Marchetti collabora da tempo con il Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) e ha scelto gli appuntamenti motoristici per sensibilizzare verso la donazione, facendo leva sulla giovane età di molti appassionati che seguono da vicino il CIGT e che rappresentano la fascia ideale per diventare donatore. Acisport, l’ente che organizza il campionato, si è schierato a favore dell’iniziativa, tanto che Gaudenzio Tavoni – responsabile della comunicazione – ha introdotto la presentazione del progetto a Monza.

La campagna “Non è come pensi” rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato circa due anni fa grazie a Race to Donate: nel 2024 l’associazione aveva promosso una raccolta fondi il cui ricavato era stato consegnato proprio a IBMDR all’Autodromo di Monza. Ora, dalla stessa cornice, prende il via una nuova iniziativa che punta a ottenere risultati concreti sul fronte della sensibilizzazione.

Gli interventi effettuati nell’incontro di Monza sono serviti a chiarire come si possa e si debba puntare a superare certe vecchie convinzioni e pregiudizi che ancora oggi ostacolano la donazione di midollo osseo. Con la solidarietà espressa attraverso la donazione, che prende il via con un gesto semplice qual è un prelievo di sangue, si può arrivare a salvare una vita.

Tra i relatori, la dottoressa Nicoletta Sacchi, direttore di IBMDR e responsabile del coordinamento delle attività del Registro, ha evidenziato i progressi compiuti dalla medicina in questo settore. A cinquant’anni dai primi trapianti effettuati in Italia, la fase pionieristica è ormai alle spalle e una maggiore consapevolezza potrà favorire risultati sempre più importanti nella cura dei pazienti. CLICCANDO QUI si può accedere al portale per la preiscrizione per diventare donatori.

Un contributo decisivo alla nascita del progetto è arrivato da Leviathan, rappresentata dal fondatore Alex Valenti. L’agenzia ha sviluppato la strategia creativa e comunicativa della campagna a titolo completamente pro bono, partendo da una constatazione: molte persone non rifiutano la donazione di midollo osseo, ma la immaginano in modo errato. Da qui è nato il concept “Non è come pensi”, articolato sui concetti di chiarezza, fiducia e azione, con l’obiettivo di parlare soprattutto ai più giovani e accompagnarli dalla curiosità fino alla preiscrizione al registro dei donatori.

Tra le testimonianze della mattinata anche quella di Adele Patrini, presidente di Andos e Caos Varese, realtà impegnate nell’ascolto e nel sostegno delle donne operate al seno. Patrini ha sottolineato l’importanza di costruire reti territoriali e promuovere percorsi di cura e prevenzione sempre più personalizzati, capaci di migliorare la qualità della vita delle pazienti. Dare spazio alle esperienze di chi ha vissuto direttamente le problematiche legate alla salute e alla solidarietà, è stato ricordato, significa rafforzare una cultura dell’aiuto che può riguardare chiunque.

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Pubblicato il 23 Giugno 2026
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