Oltre il giardino, la cooperazione sociale guarda al futuro

All'Assemblea nazionale di Confcooperative Federsolidarietà la riconferma di Stefano Granata alla presidenza. Inclusione, lavoro, welfare e diritti al centro di una visione che rilancia il ruolo della cooperazione sociale come motore di sviluppo e coesione sociale

Economia sociale

Non limitarsi a curare il proprio giardino, ma avere il coraggio di guardare oltre. È il messaggio che ha attraversato l‘assemblea nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, riunita a Roma il 10 e 11 giugno per delineare le strategie della cooperazione sociale italiana nei prossimi anni.
Un appuntamento che si è concluso con la riconferma di Stefano Granata alla presidenza nazionale e con il rilancio di una visione che punta a rafforzare il ruolo della cooperazione sociale come protagonista delle politiche di welfare, inclusione e sviluppo dei territori. (nella foto, al centro Stefano Granata presidente nazionale con i rappresentanti di Federsolidarietà Insubria)
“Oltre il giardino, lo sguardo della cooperazione sociale” non è stato soltanto il titolo dell’assemblea. È diventato il filo conduttore di una riflessione che prende spunto dall’omonimo film interpretato da Peter Sellers e dalla figura di Chance, il giardiniere che osserva il mondo dalla prospettiva limitata del proprio spazio. Una metafora che Federsolidarietà ha scelto per invitare il proprio sistema a superare le aree di comfort, aprirsi a nuove alleanze e affrontare le trasformazioni sociali che attraversano il Paese.

L’UNIVERSO FEDERSOLIDARIETÀ

La cooperazione sociale italiana rappresenta oggi una delle principali infrastrutture di welfare del Paese. Il sistema Confcooperative Federsolidarietà aggrega quasi 6 mila enti, oltre 264 mila occupati e un fatturato che sfiora i 10 miliardi di euro. Una rete capillare che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia alla disabilità, dalla lotta alla povertà educativa all’assistenza agli anziani, fino all‘inserimento lavorativo delle persone fragili.
Proprio il lavoro è stato uno dei temi centrali dell’assemblea. Le cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà garantiscono oggi opportunità occupazionali a oltre 21 mila persone svantaggiate, confermandosi uno degli strumenti più efficaci di inclusione sociale presenti nel sistema economico italiano. Un modello che la stessa Commissione Europea ha indicato come riferimento nell’ambito dell‘economia sociale e delle politiche per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

IL LAVORO NON È SOLO UN DIRITTO

Nel corso dei lavori è emersa con forza la convinzione che il lavoro non sia soltanto un diritto, ma anche uno strumento di emancipazione e partecipazione. La cooperazione sociale, è stato sottolineato, ha dimostrato in questi anni di saper trasformare fragilità e marginalità in percorsi di autonomia, valorizzando capacità e competenze spesso invisibili. Un approccio che riguarda persone con disabilità, vittime di infortuni sul lavoro, detenuti in percorsi di reinserimento, giovani in difficoltà e soggetti a rischio di esclusione sociale.

LA RIVOLUZIONE DEL WELFARE ITALIANO

Accanto al tema dell’inclusione lavorativa, l’assemblea ha affrontato le grandi emergenze che stanno ridefinendo il welfare italiano, dalla crisi abitativa alla povertà educativa, dall’invecchiamento della popolazione alla salute mentale, fino alle nuove vulnerabilità giovanili e alle disuguaglianze territoriali. Fenomeni che, secondo Federsolidarietà, non possono essere affrontati separatamente ma richiedono modelli integrati capaci di tenere insieme diritti, servizi e partecipazione delle comunità. Da qui l’invito rivolto alle cooperative sociali a riconoscersi non più soltanto come soggetti chiamati ad attuare politiche pubbliche, ma come attori capaci di generare futuro, innovazione e coesione sociale. Un ruolo che passa anche attraverso il rafforzamento dell’identità cooperativa, la valorizzazione delle competenze interne, il ricambio generazionale, la digitalizzazione e la costruzione di nuove alleanze con il mondo profit, senza rinunciare alla propria missione sociale.

LA RICONFERMA DI STEFANO GRANATA

La riconferma di Stefano Granata alla guida di Federsolidarietà si inserisce in questo quadro. Una scelta che affida continuità a un percorso orientato a rafforzare la rappresentanza della cooperazione sociale e a consolidarne il ruolo nelle politiche pubbliche. Le sfide non mancano.  Dalla sostenibilità economica dei servizi alla piena attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, fino alla valorizzazione del contratto nazionale e al riconoscimento del lavoro di cura.
La cooperazione sociale non vuole essere soltanto una risposta alle emergenze, ma una forza capace di interpretare i cambiamenti e costruire nuove opportunità. In altre parole, uscire dal proprio giardino per contribuire a disegnare il futuro delle comunità e del welfare italiano.

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Pubblicato il 12 Giugno 2026
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