Pappaluga, il modello di inclusione lavorativa di Gemonio che convince il Garante regionale Bettiga
In visita all'impresa agricola sociale, Riccardo Bettiga l'ha definita «una delle esperienze più innovative» incontrate negli ultimi anni. Nel 2025 è stata la realtà lombarda con il maggior numero di assunzioni di persone con disabilità
Una delle esperienze «più interessanti e innovative» incontrate negli ultimi anni nel campo dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Così il Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità, Riccardo Bettiga, ha definito Pappaluga, l’impresa agricola sociale di Gemonio visitata nei giorni scorsi. Una realtà che, secondo i dati diffusi dall’azienda, nel 2025 è stata quella che ha assunto il maggior numero di persone con disabilità in Lombardia e che oggi rappresenta un modello capace di coniugare attività produttiva, sostenibilità economica e inclusione sociale.
Durante la visita, Bettiga ha incontrato i lavoratori, gli operatori e i promotori del progetto, osservando da vicino l’organizzazione dell’azienda e le attività svolte dai giovani con disabilità coinvolti nel percorso lavorativo. Un’esperienza che ha suscitato l’apprezzamento del Garante, che ha sottolineato non solo i risultati occupazionali raggiunti ma anche la qualità del modello sviluppato a Gemonio.
“A Pappaluga ho trovato una delle esperienze, ancorché ancora poco conosciuta, più interessanti e innovative che abbia avuto modo di incontrare negli ultimi anni nel campo dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità -ha sottolineato Riccardo Bettiga-. Non soltanto per i risultati raggiunti sul piano occupazionale, ma soprattutto per la qualità del modello costruito. Qui l’innovazione riguarda il lavoro quotidiano, l’organizzazione, la rete di relazioni e anche la stessa forma societaria, pensata per mettere al centro la persona senza rinunciare alla sostenibilità economica, alla qualità produttiva e alla dignità professionale di ciascuno. Ho trovato un ambiente accogliente e profondamente umano, ma allo stesso tempo serio, competente e orientato al lavoro”.
Pappaluga coinvolge giovani con disabilità cognitiva, intellettiva e relazionale in attività agricole svolte in un contesto professionale. L’impresa coltiva ortaggi e piccoli frutti secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica e commercializza i propri prodotti anche attraverso collaborazioni con realtà della ristorazione. L’impresa agricola sociale si sviluppa su un’area di circa 28mila metri quadrati e coltiva ortaggi e piccoli frutti secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. I prodotti vengono commercializzati sul mercato e forniti anche a realtà di eccellenza della ristorazione.
“La vera sfida dell’inclusione non è adattare le persone ai contesti, ma costruire contesti che, anche quando nascono specificamente attorno alle diverse forme di disabilità, sappiano riconoscere e valorizzare le capacità di ciascuno, promuovendone autonomia, partecipazione e dignità -prosegue il Garante-. Per molti anni abbiamo pensato che l’inclusione consistesse soprattutto nell’adattare contesti di lavoro ordinari all’inserimento di singole persone con disabilità. È una strada importante e necessaria, ma non è l’unica. In molti casi, e per molte persone, la risposta più efficace può essere la creazione di interi contesti lavorativi progettati a partire dalle caratteristiche delle persone, nei quali la disabilità non rappresenti un’eccezione da gestire ma una condizione riconosciuta, compresa e normalizzata. Contesti nei quali le persone possano esprimere pienamente le proprie competenze, costruire relazioni significative e contribuire alla produzione di valore economico e sociale”.
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