Tassa sulla salute e ristorni dei frontalieri: vigilia di fuoco tra Berna, Bellinzona e Roma
Nelle stesse ore in cui scade il termine per il versamento delle quote fiscali all'Italia, la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter ha incontrato il Consiglio di Stato ticinese. Domani il faccia a faccia a Roma con il ministro Giancarlo Giorgetti
Ore decisive e frenetiche sull’asse Bellinzona-Berna-Roma. Martedì 30 giugno, scade formalmente il termine tecnico per lo sblocco dei ristorni dei frontalieri verso l’Italia. Si tratta della quota delle tasse pagate alla fonte in Ticino dai lavoratori attivi oltreconfine fino a luglio 2023, che deve essere inviata a Roma.
La scadenza coincide però con un momento di forte tensione politica interna alla Svizzera. Oggi la presidente della Confederazione Elvetica, Karin Keller-Sutter, ha dovuto affrontare un ulteriore confronto d’urgenza con il Consiglio di Stato ticinese. Il governo del Cantone è infatti intenzionato a bloccare i versamenti come ritorsione per l’introduzione, da parte dell’Italia nella legge di bilancio, della cosiddetta “tassa sulla salute” (il contributo di compartecipazione alla spesa sanitaria prelevato direttamente dallo stipendio dei frontalieri).
Le posizioni in campo: Berna contro Bellinzona
La frattura istituzionale all’interno della Svizzera è evidente e si consuma su un’interpretazione giuridica e politica:
Il punto di vista di Berna: per la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) l’Italia si sta muovendo nei binari della legalità. Secondo il governo federale, il prelievo per il sistema sanitario non viola alcun accordo fiscale bilaterale.
La posizione del Ticino: il Consiglio di Stato ticinese (supportato in questo anche dai sindacati) la pensa all’opposto. Forte di una perizia commissionata ad hoc, Bellinzona valuta la tassa italiana come una vera e propria violazione degli accordi, configurandola come una doppia imposizione.
L’attesa per l’incontro di Roma
Il tempismo del vertice odierno tra Keller-Sutter e l’esecutivo ticinese non è casuale. Domani a mezzogiorno la presidente della Confederazione è attesa a Roma per un incontro bilaterale con il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti. L’obiettivo della ministra svizzera è chiaramente quello di presentarsi al tavolo del MEF dopo aver appianato, o quantomeno gestito, le divergenze con il Ticino, evitando di portare a Roma una spaccatura interna.
Al momento, l’esito del confronto tra Berna e il Cantone non è ancora noto. Nonostante i ripetuti tentativi di contatto con i diretti interessati, le bocche restano cucite: una comunicazione ufficiale è attesa per domani mattina.
Lo scenario diplomatico: Berna ha già ribadito nei mesi scorsi di non voler creare frizioni con l’Italia. Fonti federali sottolineano che l’incontro di domani a Roma si inserisce nel quadro di una “consolidata collaborazione tra i due Stati”. La volontà della Confederazione è quella di non compromettere i rapporti politici ed economici con il vicino italiano, nonostante il pressing e il malumore che arrivano da Bellinzona.
I riflettori sono ora puntati sulla conferenza stampa congiunta di Giorgetti e Keller-Sutter, convocata per domani a mezzogiorno a Roma, dove verranno sciolti i nodi sul futuro dei ristorni e sulla tenuta degli accordi fiscali.
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