Troppi camion sui valichi, il Consiglio federale della Svizzera vuole prorogare il sostegno alle merci su rotaia attraverso le Alpi
Nel 2025 la ferrovia ha perso quote di mercato per il quarto anno di fila. La Svizzera, che ha investito molto sulle infrastrutture, vuole continuare nel finanziamento: evitare il traffico su gomma è un caposaldo della politica dei trasporti elvetica
Sulle Alpi passano troppi camion e il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla rotaia segna il passo da qualche anno: per questo il Consiglio federale vuole prorogare i fondi a sostegno della mobilità su ferro.
Il trasferimento delle merci su rotaia è un caposaldo della politica nazionale dei trasporti della Svizzera, Paese “cerniera” tra Nord Europa e Bacino del Mediterraneo, interessato in particolare dall’asse Rotterdam-Genova, collegamento tra due dei principali porti europei.
Per questa ragione la Confederazione ha avviato i grandi progetti Alptransit, tra cui quello per l’asse del Sempione-Lotschberg e soprattutto quello del Gottardo, con il tunnel record da 57 km.
Nel 2025 la quota di mercato della ferrovia nel traffico merci transalpino si è attestata al 68,6 per cento. Per il quarto anno consecutivo, la ferrovia ha quindi perso quote di mercato a favore della strada. Il perdurante calo del traffico merci ferroviario transalpino – secondo la Svizzera – è determinato soprattutto dalle carenti qualità e affidabilità lungo gli assi europei nord-sud, dovute in particolare ai lavori di costruzione e alle interruzioni di tratte in Germania, a cui si aggiunge il difficile contesto economico (foto di apertura: valle del Medio Reno, in Germania).
Non è prevista un’inversione di tendenza prima della fine del decennio.
Anche in Italia da anni la linea del Sempione (valico di Domodossola) è interessata da importanti lavori di adeguamento che impongono stop alla circolazione in particolare in estate, compresa quella 2026.

Adempimento di due mozioni
Per sostenere e stabilizzare il traffico merci ferroviario transalpino, il Consiglio federale progetta di prorogare fino al 2035 i contributi d’esercizio per il traffico combinato non accompagnato (TCNA), oggi limitati al 2030 secondo quanto stabilito dalla legge sul trasferimento del traffico merci (LTrasf). Fino al 2029 intende inoltre rinunciare alla progressiva riduzione dei sussidi prevista dalla LTrasf. L’importo di promovimento sarà invece ridotto in maniera graduale a partire dal 2030. Con questa proposta il Consiglio federale adempie due mozioni dello stesso tenore presentate in Parlamento (26.3004 e 26.3009).
486 milioni di franchi fino al 2035
Tra il 2027 e il 2030, grazie alla prosecuzione dei contributi di esercizio la Confederazione verserà al TCNA tra 55 e 59 milioni di franchi all’anno; a partire dal 2030, l’ammontare sarà in media di 50 milioni di franchi. Dal 2027 al 2035 la Confederazione assegnerà complessivamente indennità d’esercizio per un totale di 486 milioni di franchi svizzeri. I contributi sono finanziati tramite i proventi dell’imposta sugli oli minerali.
La decisione arriverà dopo l’estate.
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