Tutela del “Made in Italy”, Varese compatta contro il falso cibo italiano: approvata mozione d’indirizzo all’Unione Europea
Il capogruppo del Pd Giacomo Fisco ha illustrato in aula il documento per sollecitare la revisione del Codice doganale tramite Anci. Focus sull'eliminazione del criterio dell'ultima trasformazione per i prodotti agricoli. Plauso bipartisan da Fratelli d'Italia e Lega
Il Consiglio comunale di Varese si schiera compattamente a difesa del patrimonio agroalimentare del Paese e della traspravatezza per i consumatori. Nell’ultima seduta è stata infatti discussa e approvata una mozione d’indirizzo focalizzata sulla revisione della disciplina dell’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.
La mozione, letta e illustrata all’aula dal capogruppo del Partito Democratico Giacomo Fisco, muove dalla necessità di superare i limiti dell’attuale normativa comunitaria, in particolare l’articolo 60 del Regolamento UE n. 952/2013. Tale norma stabilisce che un bene sia considerato originario del Paese in cui ha subito l’ultima trasformazione sostanziale o economicamente giustificata. Nel settore del cibo, questo criterio genera spesso una forte asimmetria informativa, consentendo a materie prime straniere acquistate a basso costo – come nel noto caso del concentrato di pomodoro importato – di ottenere legalmente il marchio Made in Italy solo per essere state confezionate o lavorate sul suolo nazionale.
Gli impegni per la Giunta: l’asse con l’Anci e l’Europarlamento
Il documento presentato dal capogruppo dem traccia una linea d’azione politica ed istituzionale ben definita, impegnando formalmente il sindaco e la Giunta comunale su tre fronti:
Interlocuzione con l’Anci: attivarsi nei confronti dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani affinché si faccia promotrice, presso le sedi istituzionali europee e il Comitato delle Regioni, della richiesta di modifica del codice doganale. L’obiettivo è escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’applicazione dell’articolo 60, introducendo come unico criterio l’indicazione dell’effettivo luogo di provenienza.
Coinvolgimento degli eurodeputati: avviare contatti diretti con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione di pertinenza per sensibilizzarli sui rischi reputazionali ed economici del settore.
Raccordo con la Regione: sollecitare la Presidenza di Regione Lombardia affinché porti la medesima istanza in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Unanimità e apprezzamento bipartisan
Dopo l’esposizione di Fisco, la mozione ha incassato un forte e condiviso sostegno politico da parte di schieramenti del tutto trasversali all’aula. Positivo il commento e il pieno apprezzamento espresso dalla vicesindaco e assessore alle Attività Produttive Ivana Perusin, che ha sottolineato il valore strategico della tutela della filiera e della trasparenza commerciale a tutela del consumatore.
Sulla stessa lunghezza d’onda si sono espressi i rappresentanti della minoranza. Il consigliere di Fratelli d’Italia, Salvatore Giordano, ha rimarcato l’assoluta importanza della difesa del marchio italiano, un tema centrale per l’economia e l’identità del territorio. Un plauso convinto è arrivato anche dalla consigliera della Lega, Barbara Bison, che ha evidenziato la bontà di un’iniziativa che unisce le forze locali in una battaglia di buonsenso ed equità a tutela degli agricoltori e dei produttori nazionali.
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