Urbanistica a Malnate, le minoranze all’attacco: «Sul PGT zero trasparenza e troppa fretta»
La coalizione formata da Malnate Sostenibile, Lista Irene Bellifemine e Malnate Viva contesta i metodi della giunta Cannito: «Poco tempo per analizzare le carte e rischio cementificazione a Gurone»
Il dibattito sul Piano di Governo del Territorio (PGT) di Malnate si arricchisce di un nuovo capitolo polemico. Sabato 6 giugno 2026, i gruppi di opposizione della coalizione composta da Malnate Sostenibile, Lista Irene Bellifemine e Malnate Viva – Malnate in Movimento hanno replicato duramente alla nota difensiva diffusa lo scorso 3 giugno dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nadia Cannito.
Al centro della contestazione dei tre gruppi di minoranza ci sono la gestione dei tempi per l’esame dei documenti urbanistici, la presunta mancanza di coinvolgimento della cittadinanza e le scelte di fondo sullo sviluppo territoriale, con particolare riferimento al consumo di suolo.
L’accusa: «Un anno di silenzio, poi centinaia di pagine da esaminare in pochi giorni»
Le forze di opposizione chiariscono subito di non contestare la regolarità formale dell’iter giuridico del PGT, ma ne contestano fortemente il metodo politico e partecipativo.
«Nessuno contesta che lo strumento adottato l’anno scorso abbia seguito i termini di legge – spiegano i rappresentanti della coalizione –. Contestiamo invece la mancanza di un costruttivo e reale confronto. Si ricorda una sola assemblea pubblica alla scuola media, frequentata quasi esclusivamente da addetti ai lavori. Inoltre, la scadenza per presentare le osservazioni era fissata al 15 agosto 2025, un periodo dell’anno storicamente non agevole per esaminare centinaia di tavole tecniche e carteggi».
Secondo la ricostruzione delle minoranze, il Partito Democratico e la Lista Croci avrebbero trattenuto gli atti per un intero anno, dall’estate del 2025 all’estate del 2026, senza promuovere passaggi intermedi o dibattiti pubblici nelle Commissioni consiliari preposte.
«Ora, dopo un lungo silenzio – prosegue la nota dei tre gruppi –, ci vengono messi a disposizione decine di faldoni per centinaia di pagine proprio a ridosso del ponte del 2 giugno e del fine settimana, definendoli strumenti necessari per svolgere il nostro ruolo. È un metodo di lavoro che reputiamo inaccettabile e che dimostra scarso interesse verso le osservazioni nostre, degli enti e dei privati».
Il nodo del “pratone” di Gurone e il consumo di suolo
Accanto alle critiche sulla trasparenza amministrativa – dove i gruppi tracciano un parallelismo con quanto avvenuto per la gestione della Farmacia Comunale –, la minoranza solleva forti preoccupazioni di natura ambientale, paventando il rischio di nuove edificazioni in aree sensibili.
L’esempio citato riguarda il cosiddetto “pratone” di via Colombo a Gurone, per la cui tutela le liste di opposizione riferiscono di aver raccolto in breve tempo oltre 200 firme di residenti contrari alle previsioni del piano.
«Da una parte c’è la volontà dell’amministrazione di permettere interventi edilizi in un’ampia zona che da decenni caratterizza l’ambiente urbano guronese – concludono gli esponenti di Malnate Sostenibile, Lista Irene Bellifemine e Malnate Viva –. Dall’altra c’è il nostro fermo convincimento che il contenimento del consumo di suolo non debba essere uno slogan, ma un’adesione convinta alle stesse linee di indirizzo regionali in materia urbanistica. Liquidare queste preoccupazioni come facili polemiche significa non avere a cuore il bene comune».
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