Vanno in bici al lavoro ogni giorno. E sei su dieci hanno paura della strada

Finora 546 persone hanno risposto al sondaggio di VareseNews sulla mobilità quotidiana. Chi pedala al lavoro ogni giorno ha più di 45 anni, fa tragitti brevi e sceglie la bici per salute e risparmio. Il sondaggio è ancora aperto

ciclista

Sono una minoranza, ma rappresentano comunque il terzo mezzo di locomozione. I ciclisti sono il 15% di chi ha risposto al sondaggio di VareseNews sugli spostamenti quotidiani. Sono anche i più tenaci perché usano la bici ogni giorno per andare al lavoro o a studiare, in una provincia dove l’automobile la fa ancora da padrone (51% dei rispondenti). Otto su dieci hanno più di 45 anni. Le motivazioni sono concrete, non ideologiche: il 37% cita la salute e il benessere, il 14% il risparmio economico, il 13% la rapidità. “Evito il traffico” è la risposta di nove persone. L’ambiente arriva quinto.

I percorsi sono brevi: l’83% impiega meno di mezz’ora, quasi la metà non esce nemmeno dal proprio comune. Sono gli spostamenti che, sulla carta, sarebbero tra i più facili da fare in bici – distanze contenute, nessun cambio di mezzo, nessuna stazione da raggiungere. Eppure il 61% di questi ciclisti indica la sicurezza stradale come il problema principale dei propri spostamenti quotidiani. È la percentuale più alta tra tutti i mezzi: chi usa l’auto segnala il traffico, chi prende il treno i ritardi. Chi pedala segnala la strada.

Non è una percezione isolata. Il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica della Lombardia, aggiornato nell’aprile 2026, certifica che ogni anno in regione si contano più di tremila ciclisti feriti in incidenti stradali. I sinistri avvengono per quasi la metà in corrispondenza di intersezioni, e nella grande maggioranza dei casi coinvolgono un altro veicolo – lo scontro frontale-laterale è la dinamica più diffusa, sia per numero di incidenti che per decessi.


"In poche settimane ho ritrovato il ritmo"

Gianfranco Bertani ha ricominciato a pedalare quasi per caso. "In poche settimane ho superato la disabitudine alla bicicletta", racconta. "Ora è il mio spazio per l'attività fisica, per pianificare il mio lavoro e per farmi sorprendere da nuove idee." Il salto dal tragitto quotidiano alle vacanze su due ruote è arrivato quasi naturale: la scorsa estate ha completato il coast-to-coast italiano, da Livorno a Porto Recanati passando per il lago Trasimeno. "L'allenamento per le vacanze in bici è incluso", dice. La bici al lavoro come porta d'ingresso a qualcosa di più grande è uno dei temi che ricorrono nelle risposte aperte del sondaggio: non è raro che chi riprende a pedalare per necessità finisca per farne uno stile di vita.

I punti neri che i ciclisti conoscono a memoria

Le strade più segnalate come pericolose dai ciclisti del sondaggio sono precise e ripetute: viale Aguggiari compare tre volte, Largo Flaiano due, via Bonicalza a Cassano Magnago, lo stradone di Induno Olona, la SP26 tra Jerago e Albizzate, le rotonde in generale.

Il problema più descritto nelle testimonianze aperte è la distanza di sorpasso. "Automobili e furgoni che ti fanno il pelo non rispettando la distanza minima di 1,5 metri", scrive qualcuno. "Passano a 5 cm dal manubrio senza pensare che se esci di traiettoria anche di poco ti prendono dentro", racconta un altro. "Settimana scorsa un camion mi ha superato spingendomi contro il muretto laterale. Mi sono dovuto fermare." La distanza minima di un metro e mezzo in fase di sorpasso è prevista dal Codice della Strada dal 2021, ma dalle strade della provincia sembra ancora lontana.

Il piano regionale conferma che uno dei principali fattori di rischio è la velocità dei veicoli a motore: a 60 km/h la probabilità di esito mortale per un ciclista coinvolto in un incidente sale al 20%. Un dato che dà un peso diverso alle segnalazioni di chi, ogni mattina, percorre strade provinciali senza protezione.

L'e-bike a Varese

Tredici dei 83 ciclisti usano una bicicletta elettrica. Pochi in assoluto, ma significativi. Chi non usa la bici, secondo il sondaggio, lo fa principalmente per i tragitti troppo lunghi e per le strade pericolose. Eppure una dei rispondenti, che preferisce restare anonima, ha percorso quasi 40.000 km in e-bike per andare al lavoro e rilancia: "Credo che la bicicletta elettrica sia il miglior mezzo di trasporto possibile. La bici elettrica in una città come Varese non è così impossibile da utilizzare." La sua proposta è concreta: "Creerei delle giornate per fare provare questo mezzo nelle salite della nostra città."

È un'intuizione che si allinea con quanto il piano regionale lombardo indica come una delle leve strategiche per i prossimi anni. Le vendite di e-bike in Italia hanno registrato un incremento del 40% rispetto al 2019 e rappresentano ormai il 20% del mercato delle biciclette. Il documento regionale le definisce "un'alternativa concreta e accessibile all'automobile, in particolare per le persone anziane" - e non a caso, nella provincia di Varese, sono proprio gli over 45 quelli che già pedalano al lavoro ogni giorno.

L’EVENTO A MATERIA

Intanto, a Materia è in programma un incontro dedicato chi si sposta in bicicletta per andare al lavoro. Ci saranno tanti protagonisti e potete iscrivervi qui.

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Pubblicato il 29 Giugno 2026
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