A Castronno il viaggio nella musica di George Gershwin con Dario Monticelli
La lezione di Dario Monticelli di Officine Musicali Aps ha portato il pubblico di Materia alla scoperta della vita e delle opere di George Gershwin, tra jazz, musica popolare e tradizione sinfonica americana
La storia di George Gershwin, il compositore che seppe unire il jazz, la musica popolare americana e la tradizione sinfonica, è stata al centro della lezione proposta venerdì 10 luglio a Materia, lo spazio culturale di VareseNews a Castronno. A raccontarla al pubblico è stato Dario Monticelli di Officine Musicali Aps, in una serata dedicata alla figura di uno degli autori più rappresentativi del Novecento musicale.
Il titolo dell’incontro era “George, un compositore sinfonico” e ha accompagnato i presenti alla scoperta di un artista capace di superare i confini tra generi diversi, partendo dalle strade di New York degli anni Venti fino ai grandi palcoscenici internazionali.
Monticelli ha aperto la serata con l’ascolto di «Rhapsody in Blue», uno dei brani più celebri di Gershwin, composto nel 1924 e diventato nel tempo una vera e propria colonna sonora dell’immaginario americano.
«Quando sentiamo queste note oggi, che sono diventate una colonna sonora utilizzata nei concerti, nei film e in tantissimi contesti, dobbiamo ricordare che racchiudono un momento preciso della storia americana», ha spiegato Dario Monticelli.
La New York degli anni Venti e le origini di un innovatore
La lezione ha ricostruito il contesto storico e sociale in cui Gershwin maturò la propria identità musicale: una New York in grande trasformazione, attraversata dall’arrivo di comunità provenienti da tutto il mondo, dalla crescita dei quartieri popolari e dalla nascita di nuove forme artistiche.
Una città in cui il jazz iniziava a conquistare spazio e in cui le sonorità afroamericane, insieme alle tradizioni degli immigrati europei, contribuivano alla costruzione di una nuova cultura musicale.
Monticelli ha raccontato anche la storia della famiglia di Gershwin, nato nel 1898 con il nome di Jacob Gershwin da genitori di origine russa. Cresciuto a Brooklyn, il giovane George entrò in contatto con la musica quasi per caso, dopo aver ascoltato un brano eseguito al pianoforte.
Da quel momento iniziò un percorso che lo portò a studiare musica classica e, contemporaneamente, ad avvicinarsi alla musica popolare e al mondo delle canzoni.
Dalle canzoni di Broadway alla “Rhapsody in Blue”
Uno degli aspetti centrali dell’incontro è stato il racconto dell’evoluzione artistica di Gershwin: dagli esordi come autore di canzoni alla consacrazione con opere capaci di mettere in dialogo linguaggi differenti.
La sua capacità fu proprio quella di portare elementi del jazz e della musica popolare dentro una struttura sinfonica, creando un ponte tra mondi che fino ad allora erano spesso considerati separati.
«Gershwin riesce a trasformare una musica considerata leggera in qualcosa che può entrare nelle sale da concerto e raccontare la storia di una nuova nazione», ha sottolineato Dario Monticelli.
La serata si è concentrata in particolare sulla nascita della “Rhapsody in Blue”, commissionata dal direttore d’orchestra Paul Whiteman e presentata per la prima volta il 12 febbraio 1924 a New York.
Un lavoro nato in tempi rapidissimi, composto in poche settimane, che sarebbe diventato uno dei simboli della musica americana del Novecento.
Materia continua il suo percorso tra musica e cultura
L’incontro con Dario Monticelli si inserisce nel calendario di appuntamenti culturali organizzati a Materia, lo spazio di VareseNews a Castronno, nato per ospitare presentazioni, incontri, lezioni e momenti di confronto aperti al territorio.
Attraverso il racconto della vita di Gershwin, il pubblico ha potuto riscoprire una pagina fondamentale della storia della musica e capire come contaminazione, sperimentazione e dialogo tra culture diverse possano generare nuovi linguaggi artistici.
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