A Varese applicate le nuove norme sulle “zone rosse”: scatta l’ordine di allontanamento
Urla nei pressi di un esercizio in pieno centro, arriva la polizia e scatta la nuova misura adottata dal piano prefettizio
Entrare in una zona a vigilanza rafforzata e comportarsi in maniera molesta, attirando l’attenzione delle forze dell’ordine, può avere conseguenze molto concrete.
È quanto accaduto nella serata di giovedì, quando un uomo con precedenti specifici è stato fermato dalle Volanti per un controllo dopo la segnalazione di alcune persone presenti in centro città, intenzionate a trascorrere la serata senza essere infastidite.
La chiamata al 112 ha fatto intervenire le pattuglie dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Polizia di Stato, che hanno proceduto all’identificazione e ai successivi accertamenti.
L’episodio è avvenuto in una delle aree individuate nell’ambito del piano prefettizio delle zone a vigilanza rafforzata, che interessano cinque centri del Varesotto: oltre al capoluogo Varese, anche Luino, Saronno, Busto Arsizio e Gallarate.
Al termine del controllo, gli agenti hanno verificato la sussistenza dei presupposti per l’adozione dell’ordine di allontanamento.
In caso di mancato rispetto dell’ordine, il questore potrà emettere un ulteriore provvedimento che assume di fatto la natura di un divieto di accesso, la cui violazione è sanzionabile anche penalmente.
Il meccanismo ricalca quello già sperimentato dai Comuni con i regolamenti di polizia locale per l’applicazione dei Daspo urbani, ma attribuisce ora anche alla Prefettura la facoltà di individuare aree soggette a questo particolare regime di controllo.
Le zone individuate
Il decreto, firmato dal prefetto il 9 luglio, individua dieci aree distribuite nei cinque comuni ed è in vigore dal 10 luglio 2026 al 9 gennaio 2027: sei mesi, il massimo previsto dalla norma per una singola adozione, rinnovabili più volte fino a un limite complessivo di diciotto mesi.
A Varese la zona è una sola e comprende centro città e stazioni: è delimitata da via Carlo Avegno, piazza della Repubblica, via Altiero Spinelli, via delle Medaglie d’Oro, piazzale Trieste, via Paolo Maspero, piazzale Fratelli Kennedy, piazzale Trento, via Nuccia Casula, viale Milano, via Como e via Cavour.
A Busto Arsizio le aree sono tre: il centro città (da viale Duca d’Aosta a corso XX Settembre, passando per piazza San Giovanni, piazza Vittorio Emanuele II e piazza Santa Maria), la zona della stazione Nord e quella della stazione delle Ferrovie dello Stato, incentrata su piazzale Volontari della Libertà e via Torquato Tasso.
A Gallarate sono due: piazza Risorgimento con via Puricelli, piazzale Europa e via XX Settembre; e l’area della stazione, tra via Venegoni, via Bergamo, corso XXV Aprile, piazza San Lorenzo e piazza Giovanni XXIII.
A Saronno rientrano il centro città con la stazione Nord — un perimetro ampio che include piazza Libertà, corso Italia, via Garibaldi, via Mazzini e via I Maggio – e la stazione Sud, tra viale Lombardia, via San Carlo e via Grieg.
A Luino, infine, il lungolago (viale Dante Alighieri, via Piero Chiara, piazza Libertà) e la stazione, tra corso XXV Aprile, via Cairoli e piazzale Marconi. Le planimetrie allegate al decreto dettagliano i confini di ciascuna area.
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