Abad e Abaco inaugurano la nuova sede a Buguggiate: «Un luogo più dignitoso, bello e umano»

L’inaugurazione segna una nuova tappa per due realtà impegnate nell’accompagnamento delle persone fragili verso maggiore autonomia e dignità

Nuova sede Abad e Abaco

Una nuova casa per ampliare le attività educative, formative e lavorative rivolte alle persone con disabilità e fragilità. È stata inaugurata, sabato 11 luglio, in via Luguzzone a Buguggiate la nuova sede della cooperativa sociale Abad e dell’associazione Abaco Aps, due realtà del territorio che insieme coinvolgono circa cento persone tra dipendenti e tirocinanti, una quarantina delle quali appartenenti alle categorie protette.

Il trasferimento dalla precedente sede di Inarzo è stato reso possibile dalla disponibilità di alcuni capannoni industriali e dal sostegno dell’imprenditore Luciano Faccin, vicepresidente della cooperativa, che ha donato l’immobile e si è fatto carico anche dei lavori di adeguamento dello stabile in base alle esigenze della nuova destinazione, ad esempio realizzando l’ascensore per disabili.

La nuova struttura comprende uffici, magazzini, aule, laboratori, un ascensore, una palestra e un’area ristoro con cucina attrezzata. Alcuni spazi devono ancora essere completati, ma la sede è già pronta ad accogliere nuove attività e percorsi destinati alle persone seguite dalle due organizzazioni.

Di Carlo: «La realizzazione di un sogno»

«Per noi è la realizzazione di un sogno, nato da tante giornate di lavoro – ha dichiarato Giuseppe Di Carlo, presidente della cooperativa Abad – Questa nuova sede ci dà la possibilità di ampliare le attività che già svolgiamo e di aprirne di nuove. Creeremo laboratori accompagnati da progetti educativi, sempre con l’obiettivo di offrire alle persone con disabilità la possibilità di lavorare».

Nuova sede Abad e Abaco

Abad nasce nel 1994 come cooperativa sociale di tipo B, per iniziativa di don Franco Pozzi, parroco di Buguggiate, e di un gruppo di volontari. La sua missione è favorire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e appartenenti alle categorie protette, attraverso percorsi di formazione, tirocini e assunzioni costruiti in collaborazione con i servizi sociali territoriali.

«Abad è stata costituita con una missione semplice ma precisa: dare alle persone con fragilità e disabilità l’opportunità di lavorare, riacquistando autonomia, dignità e inclusione sociale –  ha aggiunto Di Carlo – Sarà una bella sfida, ma siamo pronti ad affrontarla con impegno e determinazione».

Nuova sede Abad e Abaco

I ringraziamenti del sindaco Matteo Sambo

«È sicuramente motivo di orgoglio sapere che il nostro Comune possa tornare ad ospitare una realtà così importante, capace di collaborare quotidianamente con le istituzioni, con i servizi sociali, con le aziende e con tante associazioni del territorio – ha detto il sindaco di Buguggiate Matteo Sambo – . Una rete che rende la nostra provincia più forte e più attenta ai bisogni delle persone. In questi anni abbiamo imparato che l’inclusione non è uno slogan, ma un lavoro quotidiano. Richiede competenza, pazienza, ascolto e responsabilità. Richiede la capacità di vedere, dietro ogni fragilità, una persona con talenti, aspirazioni e potenzialità. Abad questo lo fa ogni giorno».

La donazione di Luciano Faccin

Dietro la nascita della nuova sede c’è anche una storia personale e familiare. Luciano Faccin ha raccontato la propria esperienza accanto alla figlia, che da molti anni frequenta Abad e Abaco.

«Quando in una famiglia entra una realtà come questa, la vita cambia profondamente –  ha spiegato – Cambiano le priorità e il modo di guardare il futuro. Si impara a dare valore a ciò che spesso diamo per scontato: un ambiente accogliente, il calore, la sicurezza, la serenità e il rispetto della dignità di ogni persona».

Le condizioni della vecchia sede erano ormai poco adeguate alle esigenze degli utenti. Da qui la decisione di intervenire direttamente: «A un certo punto ho capito che non bastava aspettare o sperare che qualcuno facesse qualcosa. Dovevo fare qualcosa io».

«Il mio desiderio era offrire a questi ragazzi un luogo più dignitoso, più bello, più caldo e soprattutto più umano – ha aggiunto Faccin – Questa struttura non è soltanto un edificio: è un segno di rispetto, amore e responsabilità verso persone speciali che meritano il meglio che possiamo dare».

Nuova sede Abad e Abaco

La storia di Abad e la sfida del “dopo di noi”

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Peppino Caielli, tra i fondatori della cooperativa. Nel suo ricordo, il cammino di Abad, partito oltre trent’anni fa, «da un angolo di un capannone e con una sola dipendente part-time», per poi crescere e accompagnare centinaia di persone.

Cainelli ha ricordato don Franco Pozzi, il primo presidente Gianpaolo Vandone  e le tante persone che hanno contribuito allo sviluppo della cooperativa. Ha quindi indicato una nuova sfida per il futuro: quella del “dopo di noi”.

«Questi ragazzi, nel momento in cui non potranno più contare sulle loro famiglie, avranno bisogno di un luogo dove stare e dove proseguire il percorso di autonomia imparato qui. Serve un contesto nel quale possano realizzare la propria vita in maniera indipendente».

Nuova sede Abad e Abaco

Abaco e i percorsi personalizzati verso l’autonomia

Accanto ad Abad opera Abaco, associazione di promozione sociale impegnata nel campo della disabilità intellettiva lieve e dello svantaggio. L’associazione offre servizi educativi, sostegno psicologico, consulenze alle famiglie e percorsi di facilitazione della comunicazione, con progetti personalizzati orientati al benessere e all’autonomia sociale e lavorativa.

La presidente Sara Gorlini ha richiamato le parole dello psichiatra Eugenio Borgna sul rapporto tra fragilità, dignità e libertà di scelta.

«Ogni giorno mettiamo in discussione prima di tutto la nostra fragilità –  ha detto – Con la professionalità e la creatività proviamo ad aiutare le persone che incontriamo a realizzare percorsi personali, individuali e diversi l’uno dall’altro. Percorsi che non sono già determinati, ma che crescono prima di tutto grazie a loro».

La nuova sede rappresenta così non soltanto un ampliamento degli spazi, ma anche un punto di partenza per rafforzare l’inclusione sociale e lavorativa, costruire nuove opportunità e offrire alle persone e alle loro famiglie un luogo stabile di incontro, crescita e condivisione.

Nuova sede Abad e Abaco

Tanti i presenti alla cerimonia inaugurale tra i ragazzi seguiti, le famiglie, amici e sostenitori ma anche il mondo politico con il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo, il consigliere regionale Emanuele Monti, l’assessore ai servizi sociali di Varese Roberto Molinari, il responsabile di Caritas Zona Pastorale di Varese don Matteo Rivolta e il Presidente di Fondazione Comunitaria del Varesotto, Federico Visconti, che, attraverso fondo Luppi, ha donato parte degli arredi.

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Pubblicato il 11 Luglio 2026
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