Ai Molini di Gurone tradizionale tuffo nell’Olona per chiedere fiumi più puliti e tutelati
I volontari dei circoli Legambiente di Varese e Malnate hanno partecipato al Big Jump, la mobilitazione europea dedicata alla salute dei corsi d’acqua e agli effetti della crisi climatica. L’Olona presenta uno stato ecologico compreso tra “scarso” e “sufficiente”
Nel pomeriggio di domenica 12 luglio, ai Molini di Gurone, i volontari dei circoli Legambiente di Varese e Malnate hanno partecipato al Big Jump, la campagna promossa dall’European Rivers Network che dal 2002 ha coinvolto circa 200mila persone attraverso oltre duemila iniziative organizzate in 34 Paesi europei.
Alle 14.45 gli attivisti si sono immersi nell’Olona, dando vita a un flash mob colorato e festoso che porta però con sé un messaggio preciso: i corsi d’acqua sono corridoi ecologici fondamentali e devono tornare al centro delle politiche di tutela ambientale e di gestione del territorio.
L’appuntamento varesino è stato uno dei due organizzati in Lombardia con il coinvolgimento del progetto europeo LIFE Climax Po, impegnato a migliorare l’adattamento climatico nel distretto del Po attraverso una gestione più consapevole delle risorse idriche. In mattinata un’altra iniziativa si era svolta a Pavia, lungo il Ticino, con un incontro dedicato alla biodiversità e alla sicurezza fluviale, seguito da un tuffo simbolico degli attivisti.
La situazione dei fiumi lombardi resta preoccupante. Secondo l’ultima classificazione disponibile di Arpa Lombardia, basata sul monitoraggio effettuato tra il 2014 e il 2019, soltanto il 38 per cento dei fiumi e il 51 per cento dei laghi raggiungono lo stato ecologico “buono” richiesto dalla Direttiva europea sulle acque.
L’Olona presenta uno stato ecologico compreso tra “scarso” e “sufficiente”. Nei tratti montani della provincia di Varese la situazione risulta generalmente migliore, grazie alle minori pressioni umane, mentre nella parte media e bassa del corso d’acqua pesano maggiormente l’artificializzazione delle sponde, gli scarichi e la forte urbanizzazione.
Anche il Ticino, tradizionalmente conosciuto come il “fiume azzurro”, mostra alcune criticità. Dopo il punto di rilevazione di Lonate Pozzolo il suo stato ecologico è classificato come appena sufficiente, anche per la presenza di glifosato e del suo prodotto di degradazione, l’AMPA. Lo stato chimico non buono è invece legato al superamento dei limiti per il PFOS, una delle sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS.
«Non possiamo permetterci di continuare a ragionare secondo i soliti schemi – ha dichiarato Lorenzo Baio, responsabile acqua e vicepresidente di Legambiente Lombardia – Dobbiamo essere pronti ad accettare le nuove condizioni ambientali e quella che sarà con molta probabilità la nuova normalità».
Secondo Legambiente, la gestione dei fiumi dovrà tenere insieme la necessità di affrontare fenomeni meteorologici sempre più estremi, dalle siccità alle alluvioni, con le esigenze economiche e sociali delle comunità locali.
«Con il Big Jump vogliamo ricordare la necessità di migliorare la qualità delle nostre acque, sempre più preziose, e di trovare nuovi modelli di gestione del territorio», ha aggiunto Baio. «In questa discussione non possono rimanere senza voce gli ecosistemi fluviali».
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