Assemblea sindacale alla Fondazione Scuole Materne di Gallarate. E si parla di “mobilitazione”
Venerdì l'assemblea a Crenna, aperta anche a stampa e genitori. Le parole usate fanno pensare ad uno scenario complicato sul fronte economico e dei posti di lavoro
Resta sempre “calda” la situazione alla Fondazione Scuole Materne di Gallarate: Fp Cgil, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fp hanno convocato le lavoratrici della Fondazione (quattro sedi, circa 250 utenti) venerdì 17 luglio al plesso di Crenna.
Una nuova assemblea sindacale per fare il punto sulla situazione finanziaria della Fondazione Scuole Materne di Gallarate e valutare “il percorso di mobilitazione” del personale, di fronte alla situazione complicata della Fondazione.
L’appuntamento è fissato per venerdì 17 luglio, dalle 15 alle 18, al plesso scolastico di Crenna.
L’incontro è stato convocato dalle segreterie territoriali di Fp Cgil Varese, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fp Varese. All’assemblea parteciperanno rappresentanti sindacali esterni, mentre sono stati invitati anche i rappresentanti dei genitori e la stampa.
L’assemblea arriva in una fase particolarmente delicata per la Fondazione, che gestisce quattro scuole dell’infanzia paritarie cittadine: Ponti in centro, Crenna, Madonna in Campagna e Ronchi. Le preoccupazioni di dipendenti e famiglie erano emerse con forza già all’inizio dell’anno, dopo la decisione di aumentare le rette e di non confermare le tre sezioni Primavera (alla fine una è rimasta). Quelle scelte avevano dato origine a proteste, assemblee dei lavoratori e presidi dei genitori.
Nel successivo passaggio in Consiglio comunale gli aumenti erano stati congelati per il 2026, mentre era rimasto aperto il nodo delle sezioni Primavera. La maggioranza aveva inoltre indicato la necessità di arrivare entro giugno a un piano industriale per il futuro dell’ente.
La crisi si è poi allargata sul piano gestionale e istituzionale. Nel giro di pochi mesi si sono registrate le dimissioni di Alessandro Frisoli e Maria Scillieri dal consiglio di amministrazione e, il 23 aprile, quelle del presidente Marco Castoldi. Alla guida della Fondazione è stato successivamente nominato Alessandro Agostini, affiancato dal consulente Benedetto Di Rienzo, incaricato di lavorare al piano di risanamento e rilancio.
A pesare è anche il forte calo delle iscrizioni. Secondo i dati resi noti nei mesi scorsi, la Fondazione avrebbe perso circa un centinaio di bambini rispetto ai 340 iscritti precedenti, una contrazione che incide direttamente sulla sostenibilità economica e sull’organizzazione delle sedi.
Il quadro finanziario è diventato ancora più preoccupante con l’approvazione del bilancio 2025, chiuso con una perdita di 377mila euro. Il dato ha riacceso il confronto politico sulla capacità dell’ente di reggere nel medio periodo e sulla necessità di un piano concreto che definisca personale, servizi, numero delle sezioni e rapporti economici con il Comune, principale finanziatore della Fondazione.
Sul tavolo ci sono anche tensioni nei rapporti di lavoro, emerse pubblicamente con la vicenda della scuola dei Ronchi e con la contestazione di alcuni addebiti da parte dei legali della direttrice e della segretaria. Un ulteriore elemento che contribuisce a rendere complesso il clima interno.
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