Dall’Insubria a Siviglia e poi a Pavia, “Ora sogno la carriera accademica”: il percorso di Matteo Cervini
Tra l'Erasmus in Spagna e la magistrale a Pavia, la storia di un giovane laureato con le radici all'Insubria e che ora punta al dottorato
Laureato nel febbraio 2025 in Storia e storie del mondo contemporaneo all’Università degli Studi dell’Insubria, Matteo Cervini rappresenta bene il percorso di quegli studenti che scelgono di partire dal proprio territorio per poi costruire il loro futuro accademico con ambizione e solide basi, senza paura di vivere esperienze che allargano gli orizzonti.
Il 14 luglio l’Università dell’Insubria celebrerà i suoi nuovi laureati durante il “graduation day” in programma ai Giardini Estensi. Per l’occasione, VareseNews ha scelto di intervistare alcuni studenti per raccontare le loro esperienze e capire cosa vuol dire veramente studiare nell’ateneo di Como e Varese – Leggi tutte le loro storie
Il legame con il territorio
Originario della provincia di Varese, Matteo ha scelto l’Insubria proprio perché vicina a casa, scoprendo però una realtà che – ritiene lo studente – non ha nulla da invidiare agli atenei più grandi e dai nomi più famosi. «È un corso – racconta Matteo riferendosi al suo percorso di studi – che ho sempre consigliato e che tutt’ora consiglio. Ho trovato professori estremamente preparati, ma anche amici e compagni che tutt’ora frequento».
A Siviglia per «uscire dalla propria confort zone»
Per proseguire gli studi con la laurea magistrale, Matteo ha scelto di iscriversi all’Università di Pavia, che frequenta come fuori sede. Un passaggio che lo studente ha vissuto con serenità, grazie soprattutto al semestre Erasmus che ha trascorso in Spagna, a Siviglia, durante l’ultimo anno di triennale all’Insubria.
«Quei sei mesi di Erasmus – racconta Matteo – sono stati un’esperienza formativa a 360 gradi, che mi ha permesso di uscire dalla mia “comfort zone” e vivere una realtà veramente internazionale. Ho vissuto insieme a studenti provenienti da Germania, Danimarca e Olanda, e ho avuto l’opportunità di migliorare il mio Spagnolo e l’Inglese».
Matteo ha inoltre apprezzato il livello di organizzazione che ha incontrato durante il suo periodo all’estero. «L’Insubria – afferma – è molto brava a organizzare queste iniziative. Inoltre, l’ateneo offre borse di studio consistenti e il supporto da parte dei prof è ottimo».
Competenze oltre i pregiudizi
Nonostante l’Insubria venga talvolta percepita come la “sorellina minore” dei grandi atenei lombardi, la preparazione ricevuta si è rivelata pienamente in grado di soddisfare le sue aspettative di Matteo. «Mi ritengo – rivela lo studente – al livello di qualsiasi altro mio collega che magari abbia studiato, per esempio, in Statale. La preparazione che erogano all’Insubria è sicuramente all’altezza».
Guardando al futuro: il dottorato
Con le idee chiare sul percorso da intraprendere, Cervini guarda ora al dottorato. L’interesse principale ricade sulla storia culturale, una disciplina che ha approfondito proprio durante gli anni della triennale. Nonostante le difficoltà che si parano di fronte a ogni giovane che vuole inseguire una carriera accademica, l’obiettivo di Matteo è chiaro: «Mi piacerebbe continuare a studiare, che sia in Italia o all’estero, e magari un giorno lavorare in università».
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