Il Primo Intervento di Somma Lombardo potrebbe trasferirsi nella casa di Comunità. Il Pd: “Scelte calate dall’alto”
Astuti e Banaj bocciano l'ipotesi di trasferimento del Punto di primo intervento dall'ospedale Bellini alla Casa di comunità. Intanto l'ex sindaco Bellaria critica la (momentanea?) rimozione dello striscione pacifista di Emergency
Due interventi decisamente distinti, ma accomunati dalla critica verso le scelte dell’amministrazione e degli enti coinvolti. Negli ultimi giorni il centrosinistra di Somma Lombardo ha aperto due fronti su cui ha espresso non poca preoccupazione: il primo riguarda il futuro del Punto di Primo Intervento dell’ospedale Bellini, che secondo le ultime ipotesi dovrebbe essere trasferito nella Casa di Comunità di via Cavour; il secondo nasce invece dalla rimozione dello striscione “R1PUD1A” dalla facciata del municipio, simbolo della campagna promossa da Emergency contro la guerra.
La questione sanitaria è quella che preoccupa maggiormente il Partito Democratico. Il possibile trasferimento del Punto di Primo Intervento rappresenta infatti un passaggio importante per il presidio di Somma Lombardo.
Astuti e Banaj: “Decisione calata dall’alto: possibile ulteriore indebolimento”
A prendere voce sul “caso” sono il consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti e il segretario cittadino Xhuljano Banaj: «Il trasferimento del Punto di Primo Intervento di Somma Lombardo dall’ospedale Bellini alla Casa di Comunità di via Cavour è una scelta che lascia fortemente perplessi e che non può essere calata dall’alto senza alcun confronto con le amministrazioni locali e con il territorio».
Secondo i due esponenti democratici, la proposta avanzata da ASST Valle Olona modifica profondamente il ruolo del presidio cittadino. «Già nel 2024 il servizio aveva subito una pesante riduzione dell’orario di apertura, passato dalle 20 alle 15.30. Oggi, con lo spostamento del Punto di Primo Intervento fuori dalla struttura ospedaliera, si prospetta un ulteriore indebolimento: una scelta che cambia profondamente la natura del presidio e che rischia di compromettere la funzionalità di una struttura che rappresenta un punto di riferimento per migliaia di cittadini del Sommese e dell’area di Malpensa».
Le critiche riguardano anche il metodo con cui la decisione sarebbe stata comunicata ai territori.
«Ancora una volta assistiamo a decisioni che riguardano il futuro della sanità territoriale senza un vero coinvolgimento dei Comuni e delle comunità interessate. I sindaci e gli amministratori locali non possono essere informati a decisioni già prese, ma devono essere interlocutori nelle scelte che incidono sull’organizzazione dei servizi sanitari».
Bellaria: “Somma ripudia ancora la guerra?”
Parallelamente, nelle stesse ore il centrosinistra ha sollevato una seconda questione, questa volta di carattere simbolico. L’ex sindaco Stefano Bellaria ha infatti criticato la rimozione (forse momentanea?) dello striscione “R1PUD1A” dalla facciata del municipio.
Lo striscione era stato esposto nell’ambito della campagna promossa da Emergency, alla quale il Comune aveva aderito con una delibera di giunta per richiamare il principio del ripudio della guerra sancito dalla Costituzione italiana.
«Questa mattina è stato rimosso lo striscione “R1PUD1A” dalla facciata del palazzo municipale», scrive Bellaria sui social.
L’ex sindaco ricorda come l’adesione alla campagna fosse nata con l’obiettivo di promuovere una cultura di pace e di sostegno alle iniziative diplomatiche per la risoluzione dei conflitti. «Sappiamo che, come ci ricorda l’articolo 11 della nostra Costituzione Repubblicana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ma oggi… a Somma… è ancora così?».
Due temi diversi, dunque, ma un’unica linea politica da parte del centrosinistra, che nei giorni scorsi ha scelto di intervenire sia sul futuro dei servizi sanitari cittadini sia sui simboli legati all’impegno per la pace.
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