Imprenditoria femminile a Varese: crescono le nuove imprese giovani
In aumento anche i "motori rosa" in ambito tecnico, finanziario e scientifico. Resta alto il gap con le aziende maschili. «Per superare il soffitto di cristallo serve fare rete»
L’imprenditoria femminile in provincia di Varese è una realtà vivace, ma ancora alle prese con sfide strutturali e culturali significative. A fare il punto sulla situazione è Paola Castiglioni, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Varese, che sottolinea come il contesto delle aziende guidate da donne stia vivendo una fase di evoluzione lenta ma costante, spinta soprattutto dalle nuove generazioni.
Solo un’azienda su cinque guidata da donne, ma tra le imprese giovani la situazione cambia
Intervistata dal giornalista Alessandro Guglielmi per la rubrica di VareseNews La Materia del giorno, Castiglioni ha illustrato i dati più recenti che descrivono lo stato di salute dell’imprenditoria femminile nel Varesotto. Nel 2025, le imprese femminili nel Varesotto (definite come ditte individuali o società dove la presenza femminile supera il 60% tra i soci o il 50% nei consigli di amministrazione) erano circa 12mila, pari al 21% del totale iscritto al registro imprese.
«Questo ventun per cento – ha spiegato la presidente del Cif – è abbastanza stabile da un po’ di anni. Però nel 2025 l’ufficio statistiche della Camera di Commercio ha rilevato un dato incoraggiante. Se prendiamo infatti le imprese femminili iscritte nel 2025 rappresentano il 25 per cento e nell’ambito delle imprese giovanili il 26 per cento, quindi piccolo incremento, ma degno di nota e stimolante».
Crescono i “motori rosa” in ambito tecnico, finanziario e scientifico
Il settore prevalente rimane quello della cura alla persona, in ambito sanitario e sociale. Tuttavia, si osserva una crescita nei cosiddetti “motori rosa”: ambiti tecnici, finanziari e scientifici in cui le imprenditrici stanno guadagnando terreno.
Non mancano però gli ostacoli. Le imprese femminili tendono a essere di dimensioni ridotte rispetto a quelle maschili, spesso a causa di una gestione del tempo forzata dalle esigenze familiari. La conciliazione tra vita professionale e privata è il nodo cruciale, che costringe molte donne a scegliere tra il part-time o, in casi estremi, l’abbandono dell’attività.
Per supportare concretamente questa esigenza, la Camera di Commercio di Varese ha promosso la seconda edizione del Bando conciliazione vita-lavoro. Si tratta di un contributo a fondo perduto che copre il 50% di alcune spese legate, ad esempio, all’assunzione di collaboratori, ai costi per asili nido e scuole materne, o all’istituzione di postazioni di smart working – Consulta il bando
«Il bando è stato aperto il 29 di giugno, si chiuderà il 29 ottobre del 2026. È tra le prime iniziative in Italia che puntano a offrire aiuta proprio alle donne imprenditrici in questo ambito», afferma la presidente.
«Per cambiare rotta serve fare rete e coinvolgere anche gli uomini»
Guardando al futuro, la strada da percorrere passa necessariamente attraverso un cambio culturale che superi il soffitto di cristallo e la scarsa presenza femminile in ruoli apicali. Un impegno che, secondo Castiglioni, richiede un lavoro di squadra.
«Quando facciamo gli incontri ci troviamo tra donne ce la raccontiamo tra di noi mentre è importante sensibilizzare anche gli imprenditori, i giovani, gli studenti, andare nelle scuole, parlare di queste tematiche e sfatare certi falsi miti che vedono le donne meno adatte a intraprendere carriere in ambito scientifico rispetto ai maschi», conclude.
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