La maggioranza della Pro Patria passa a Giancarlo Travagin. Finnat e Luca Bassi restano al 49%
Consiglio di amministrazione prende una piena inaspettata rispetto a quanto pronosticabile alla vigilia: Finnat non esercita la prelazione, subentra l'imprenditore piemontese. Intanto dalla società nessuna comunicazione ufficiale
Sorpresa in casa Pro Patria. Il cda della società bustocca convocato per oggi – mercoledì primo luglio – sembrava dovesse servire a Finnat (la società che fa capo a Luca Bassi, proprietaria dal 2025 del 49% delle quote) per esercitare il proprio diritto di prelazione per rilevare quel 51% ancora nelle mani di Patrizia Testa, ormai ex presidente tigrotta.
E invece, a poco più di una settimana dal termine per l’iscrizione della squadra bianco in blu in Serie D (questa volta inevitabile, a differenza della scorsa stagione), l’ennesima doccia fredda incassata negli ultimi anni allo Speroni: Finnat, che al momento resta socio di minoranza, non ha raccolto l’eredità di Testa e quindi la maggioranza del club sarebbe passata in mano a Giancarlo Travagin, personaggio che già in passato si è affacciato ad alcune società calcistiche siciliane quali Atletico Catania, Cefalù e Siracusa. Non un curriculum particolarmente scintillante, per la verità.
Ad ogni modo si aspetta ancora una comunicazione ufficiale da parte della società bustocca, per il momento rimasta silente su quanto avvenuto in mattinata. L’ultimo annuncio della Pro Patria risale infatti al 13 giugno, quando è stato presentato e il nuovo direttore sportivo Giovanni Giovanditti, promosso e chiamato a prendere la lunga eredità di Turotti per ricostruire una Pro Patria competitiva dalla Serie D dopo quanto di buono fatto come responsabile del settore giovanile.
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