“La Storia non è una sola”, Debora Corti all’Insubria dove si impara ad allargare gli orizzonti
L'esperienza della studentessa laureata nell'ateneo di Varese e Como. Il suo un percorso tra cinema, attualità e una visione multidisciplinare (e multipolare) del passato
«La storia non è una sola». È questa la consapevolezza più grande che Debora Corti ha scoperto nel suo percorso accademico durante la laurea triennale in Storia e storie del mondo contemporaneo all’Università dell’Insubria.
Il 14 luglio, l’Università dell’Insubria festeggerà i suoi nuovi laureati in occasione del “graduation day”. In attesa della celebrazione, VareseNews ha scelto di intervistare alcuni studenti per raccontare le loro storie e conoscere cosa significa veramente frequentare l’ateneo di Como e Varese – Leggi tutte le loro storie
Una visione sulla storia a 360 gradi
Per Debora, laureata nel 2024, l’esperienza nell’ateneo di Varese è stata l’opportunità di acquisire una visione a 360 gradi della realtà. Il corso offre infatti un approccio non convenzionale alla ricerca storiografica, arricchendo lo studio dei testi e delle fonti con l’analisi dei mezzi di comunicazione: dal giornalismo, al cinema, fino alle serie tv.
«Il corso – precisa Debora – non tratta solamente la storia contemporanea più vicina a noi, ma analizza tutti gli aspetti che compongono la società odierna», racconta Corti. L’aspetto fondamentale sottolineato dalla laureata è stato il metodo di lavoro adottato: «C’è un rifiuto dell’eurocentrismo. In questo modo si riesce a costruire una interpretazione più ampia, prendendo in considerazione anche le fonti spesso considerate subalterne dalla storiografia più tradizionale».
Oggi Debora prosegue gli studi con una magistrale in “Global Politics and Society” all’Università degli Studi di Milano, un salto reso più facile anche grazie alle “fondamenta” analitiche costruite all’Insubria. «Non credo che con un altro tipo di laurea triennale in Storia avrei potuto accedere alla magistrale con una base altrettanto solida», spiega.
Il rapporto tra studenti e insegnanti
Ma a fare la differenza nell’ateneo varesino sono state le relazioni. Nonostante gli impegni lavorativi part-time che non le hanno permesso di frequentare costantemente, Debora ha apprezzato la possibilità di instaurare un dialogo diretto con i docenti. «È veramente un ambiente bello. La facoltà è molto raccolta, ci si conosce tutti tra studenti e professori», osserva la giovane, che descrive alcuni insegnanti come dei veri e propri mentori.
In vista della festa dei laureati, il consiglio di Debora a chi approccia lo studio della storia è di non lasciarsi scoraggiare dalle parole di chi crede non sia un corso in grado di preparare al futuro: «Secondo me invece – sottolinea la studentessa – è una base importantissima perché aiuta a capire moltissime delle cose che succedono adesso».
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