«L’amore per gli animali mi ha portata in università», il percorso di Francesca Sanguinetti tra Varese, Svizzera e l’Insubria
Dopo il liceo e un periodo di lavoro in Svizzera, Francesca ha deciso di seguire la sua passione e iscriversi a Biologia. Oggi è al lavoro sulla sua tesi magistrale e guarda al futuro
La passione per la natura insieme al desiderio di dare il proprio contributo alla tutela della biodiversità. È questo ciò che ha guidato Francesca Sanguinetti, studentessa varesina prossima alla laurea magistrale in Biologia e sostenibilità a cominciare il suo percorso all’Università degli Studi dell’Insubria.
Nei giorni che precedono il Graduation day di martedì 14 luglio, quando i nuovi laureati dell’Università degli Studi dell’Insubria festeggeranno il loro traguardo, VareseNews racconta le storie di alcuni studenti per conoscere la loro esperienza e scoprire cosa vuol dire conseguire il titolo all’ateneo di Como e Varese – Leggi tutte le loro storie
L’università? «È stato rimettersi in gioco»
Francesca è nata «all’ombra del Campo dei Fiori», ma il suo non è stato un percorso lineare. Dopo il liceo classico e un’esperienza lavorativa di alcuni anni in Svizzera, Francesca ha sentito la necessità di rimettersi in gioco, scegliendo di inseguire il suo amore per il mondo animale. «Ho sempre avuto la passione per la natura, soprattutto per la fauna», racconta.
All’inizio l’idea era di iscriversi a Veterinaria, ma poi – anche tramite il confronto di alcuni professionisti del settore – la scelta si è spostata su Biologia, per avere il maggior numero di opportunità dopo la laurea. «Biologia – commenta Francesca – è un po’ come il tronco di un albero e i rami e le foglie sono le possibilità che ti dà».
L’impegno nel mondo accademico
Durante la sua carriera, Francesca ha partecipato attivamente alla vita universitaria, andando oltre le lezioni. Attualmente fa parte della Commissione paritetica docenti e studenti, un ruolo che le ha permesso di scoprire aspetti inattesi della realtà dell’ateneo.
«Sto imparando che ci può essere molto dialogo, molta apertura, molta comunicazione e molto da condividere tra le esperienze di docenti, personale amministrativo e studenti», sottolinea la studentessa. Il dialogo continuo con persone con ruoli differenti ha inoltre contribuito a renderla più sicura nel far valere le proprie idee e a mostrare maggiormente le proprie capacità.
Un ateneo a misura di studente
Francesca è convinta che la dimensione ridotta dell’ateneo rappresenti un valore aggiunto. «L’Insubria è un ateneo un pochino più piccolo rispetto, per esempio, alla Statale a Milano. Ma proprio per questo motivo che permette ancora ai docenti e gli studenti di avere un rapporto meno superficiale», spiega.
Un rapporto che – se coltivato con passione – può aprire porte importanti per la ricerca. È proprio su questo fronte che Francesca è impegnata con la tesi magistrale: un’indagine sulla caratterizzazione dei valichi alpini in Regione Lombardia per studiare le rotte migratorie dell’avifauna, utilizzando strumenti tecnologici all’avanguardia per un monitoraggio più efficace.
Lo sguardo rivolto al futuro
Per il dopo-laurea, i pensieri di Francesca sono divisi tra il mondo del lavoro e la ricerca accademica. Nonostante qualche dubbio legato all’età e al percorso non convenzionale, l’interesse per la vita universitaria rimane forte. «Mi piacerebbe molto rimanere in università perché quello che sto facendo adesso mi piace molto», conclude.
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