Largo Flaiano, viale Aguggiari, la Varesina: i luoghi più pericolosi secondo chi li percorre ogni giorno
Centosessanta segnalazioni nel sondaggio di VareseNews sulla mobilità: strade, incroci e rotonde dove automobilisti, ciclisti e pedoni dichiarano di rischiare ogni mattina. Una mappa dal basso che può aiutare a intervenire
C’è un incrocio che torna più volte di tutti gli altri. Largo Flaiano, a Varese, viene citato spesso nel sondaggio di VareseNews sulla mobilità quotidiana da automobilisti, da ciclisti, da chi ci passa ogni mattina e ogni sera. Viale Aguggiari segue a ruota, con una menzione specifica all’incrocio con viale dell’Ippodromo: «Per le bici è davvero poco pratico. Già per le auto ci sono quelli che partono prima del verde per evitare di rimanere bloccati. In bici è complicato». Poi c’è la rotonda dell’Esselunga in viale Europa, viale Borri e via Gasparotto.
Sono i nomi che emergono dalle 160 segnalazioni di tratti critici o pericolosi raccolte nelle 913 risposte al sondaggio. Non una lista compilata da un ufficio tecnico, ma una mappa costruita dal basso, da chi quei tratti li percorre ogni giorno e sa, anche per esperienza diretta, dove alzare la guardia.
Le rotonde: il nodo irrisolto
«Le rotonde, in generale». «Tutte le rotonde». «Le rotatorie in genere». La parola torna decine di volte, spesso senza un nome preciso, come se il problema fosse sistemico più che localizzato. Le rotonde della provincia di Varese sono progettate per le auto, non per chi le attraversa in bici o a piedi. Mancano quasi ovunque attraversamenti ciclopedonali dedicati. Chi pedala deve scegliere tra immettersi nel flusso delle auto o salire sul marciapiede entrambe soluzioni imperfette, a volte pericolose.
Le strade provinciali: la periferia dimenticata
Fuori dai centri urbani il quadro è diverso ma non migliore. La SP26 tra Jerago e Albizzate, la SP20 (via Bonicalza, da Cassano Magnago verso Busto Arsizio), la SP62 verso Bedero Valcuvia, la provinciale Solbiate Olona-Olgiate Olona, la Varesina tra Saronno e Origgio. Strade veloci, spesso senza marciapiede e senza pista ciclabile, dove automobilisti e ciclisti condividono spazi pensati solo per i primi. «Il manto stradale è in condizioni pessime. Per le biciclette è un grosso problema di sicurezza», scrive chi percorre la SP62 ogni mattina.
Un caso diventa simbolo: tra i mulini di Gurone e Bizzozero c’è una frana da anni che occupa tutta la carreggiata. «Con le bici e a piedi si passa sulla terra franata», segnala un cittadino. Non è più un’emergenza, è diventata la normalità.
Gallarate e Busto Arsizio: i punti caldi del Bustocco
Oltre Varese, la concentrazione di segnalazioni più alta riguarda l’area tra Gallarate e Busto Arsizio. Via Venegoni a Gallarate, la rotonda via Fermi-via Lario, il sottopasso di via Venegoni. Il Sempione tra Busto e Gallarate, segnalato da più persone. La zona della stazione di Busto Arsizio. L’uscita autostradale di via Gasparotto. «Il Sempione ha tratti senza protezione per i ciclisti e con visibilità ridotta», scrive qualcuno. «Ogni giorno è una questione di fortuna», aggiunge un altro.
Il confine e oltre
Chi attraversa il confine verso la Svizzera segnala un paradosso che in molti hanno già vissuto: da Gaggiolo in poi, la strada diventa più sicura. «La parte italiana del percorso è pericolosa. In Svizzera vanno tutti più piano», scrive un frontaliere. La rotonda a otto corsie prima del valico di Gaggiolo è citata come uno dei punti più critici. Il tratto Ponte Tresa-Caslano, già in territorio svizzero, compare anch’esso tra i luoghi critici, ma con un tono diverso, legato più al traffico che al pericolo.
Cosa chiedono
Le segnalazioni non sono solo una lista di lamentele. Molte sono accompagnate da proposte concrete: attraversamenti pedonali dove non ci sono, completamento di ciclabili interrotte, migliore illuminazione, controllo della velocità nelle strade secondarie. «Ho iniziato ad evitare via Santa Caterina a Olgiate Olona perché gli automobilisti sfrecciano indisturbati a dispetto del limite di 40. Ho allungato il percorso», scrive chi ha già trovato la sua soluzione personale a un problema collettivo.
È la cifra di questo sondaggio, ormai vicino alle mille risposte: una provincia che si adatta, aggira, rinuncia. E che ogni tanto chiede, con la precisione di chi conosce un problema metro per metro, che qualcuno finalmente lo risolva.
Il sondaggio è ancora aperto: mancano meno di novanta risposte alle mille. Partecipa qui.
E tu come ti sposti? Il sondaggio è ancora aperto
Il sondaggio di VareseNews sulla mobilità quotidiana è ancora aperto. Raccontaci anche tu come ti sposti ogni giorno per andare al lavoro o a studiare.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Fontana al Corriere torna a parlare della necessità di un cambio di passo nella Lega
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.