L’Insubria celebra il futuro: la gioia del “Graduation Day” inonda i Giardini Estensi
La rettrice Maria Pierro e l’alto funzionario UE Francesco Bucceri salutano i nuovi laureati: "Il merito è il motore di una società più libera"
Varese ha celebrato il talento e il futuro. Nel pomeriggio di martedì 14 luglio, l’Università degli Studi dell’Insubria ha vissuto il suo “Graduation Day”: la cerimonia che ha trasformato il centro cittadino in una festa dedicata ai nuovi laureati dell’ateneo.
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L’evento è iniziato con il corteo: laureati e docenti schierati insieme alla rettrice Maria Pierro sono partiti dal rettorato di via Ravasi, attraversando le vie del centro fino a raggiungere i Giardini Estensi, dove si è tenuta la cerimonia ufficiale.

Un momento solenne che ha segnato il ventottesimo anniversario della fondazione dell’ateneo. La rettrice Pierro ha aperto gli interventi sottolineando il legame profondo tra l’istituzione e i suoi studenti, «il patrimonio più autentico della realtà accademica».
«L’Insubria – ha commentato la rettrice rivolta ai laureati – vive attraverso ognuno di voi. Siete la testimonianza più concreta della nostra missione, il risultato più importante del lavoro quotidiano di questa comunità accademica».
L’Insubria non è un capolinea: la mappa nascosta dei laureati che l’hanno attraversata
Nel suo discorso, Pierro ha posto l’accento sul ruolo dell’ateneo nel panorama attuale, segnato da trasformazioni tecnologiche e incertezze globali. «Le trasformazioni tecnologiche, le grandi sfide ambientali, le tensioni internazionali ci ricordano ogni giorno quanto è complesso il tempo che stiamo vivendo» ha aggiunto. «Questa sera celebriamo il valore del merito e della conoscenza come bene pubblico, celebrando il ruolo dell’università nella costruzione di una società più libera, più giusta e più consapevole».
Ospite d’onore della cerimonia è stato Francesco Bucceri, laureato Insubria nel 2003 e oggi vicecapo unità presso la Direzione generale del bilancio della Commissione europea, con un passato da ufficiale nella Guardia di Finanza.
Rivolgendosi ai neo-laureati, Bucceri ha parlato dell’università non solo come luogo di nozioni, ma come base per la vita. «L’esperienza universitaria è stata una palestra di metodo, di disciplina e di resilienza» ha spiegato. «L’università ci lascia in eredità qualcosa di ancora più prezioso: ci educa a non arrenderci alla prima difficoltà».
Ripercorrendo la sua esperienza nelle istituzioni, ha invitato i giovani a concepire il lavoro pubblico come un impegno verso gli altri. «Servire nelle istituzioni significa ricordarsi che il potere quando c’è non è un privilegio da consumare, ma un compito da esercitare con disciplina, equilibrio e integrità» ha sottolineato Bucceri.
L’invito finale è stato quello di guardare al futuro con coraggio, senza timore di uscire dai sentieri già tracciati. «Non cercate un futuro privo di rischio, cercate un futuro degno del vostro impegno e del vostro valore» ha concluso Bucceri. «Il mondo ha bisogno di professionisti eccellenti, ma ancora più bisogno di persone affidabili, oneste e sincere».
Al termine degli interventi, i laureati sono saliti sul palco per ricevere i rispettivi attestati. La giornata si è conclusa con il tradizionale e simbolico lancio del tocco, che ha sancito ufficialmente il loro ingresso nel mondo professionale.

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