Macchine utensili, nel 2026 attesa una lieve ripresa. Il mercato interno sostiene la crescita

All’assemblea di Ucimu-Sistemi per Produrre il bilancio di un 2025 deludente. Produzione prevista in aumento del 3,9% nel 2026 grazie alla domanda domestica e agli incentivi, mentre l’export resta debole

Ucimu

Dopo un 2025 sostanzialmente fermo, il 2026 dovrebbe riportare in territorio positivo l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione. Le previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu indicano una crescita della produzione del 3,9%, a 6,64 miliardi di euro, con esportazioni quasi stabili (+0,7%) e un rafforzamento del mercato interno, sostenuto anche dall’atteso effetto dell’iperammortamento.
È questo il messaggio emerso dall’assemblea annuale di Ucimu-Sistemi per Produrre, svoltasi a Milano alla presenza di oltre 150 tra imprenditori, manager, rappresentanti delle istituzioni e operatori dell’informazione. (nella foto Riccardo Rosa presidente Ucimu Sistemi per produrre)

RALLENTA L’EXPORT

Ad aprire i lavori è stato il presidente Riccardo Rosa, che ha tracciato il quadro di un settore ancora protagonista a livello internazionale, nonostante le difficoltà dell’ultimo anno. Secondo i dati consuntivi, nel 2025 la produzione italiana si è attestata a 6,391 miliardi di euro, in lieve crescita (+1%) rispetto al 2024. A pesare è stato soprattutto il forte rallentamento dell’export, sceso del 12% a 3,76 miliardi. Gli Stati Uniti si sono confermati il primo mercato di destinazione, davanti a Germania e Francia, ma hanno registrato una flessione del 9%. Ancora più marcato il calo delle vendite verso la Germania (-24,9%) e la Cina (-54,1%). Più favorevole l’andamento del mercato domestico. Dopo due anni di contrazione, le consegne dei costruttori italiani in Italia sono cresciute del 28,1%, raggiungendo 2,631 miliardi di euro, mentre il consumo interno è salito del 22,3% a 4,534 miliardi. Un recupero importante che, tuttavia, non ha ancora consentito di tornare ai livelli record del biennio 2021-2022.

LA SCOMPARSA DELLA RUSSIA DAI MERCATI

Nel suo intervento, Rosa ha sottolineato come l’instabilità geopolitica continui a condizionare le attività delle imprese. Se i dazi introdotti dagli Stati Uniti hanno avuto effetti considerati «gestibili», più pesante è stato l’impatto della debolezza europea e della scomparsa della Russia dai mercati di riferimento del comparto.
A chiudere l’assemblea, il confronto tra i giovani imprenditori Luca Dadone ed Elisa Stucchi, che hanno raccontato le opportunità offerte da intelligenza artificiale e realtà aumentata per l’industria manifatturiera. Tecnologie che, insieme agli incentivi agli investimenti, rappresentano una delle principali leve su cui il settore punta per consolidare la ripresa attesa nel 2026.

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Pubblicato il 07 Luglio 2026
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