Per i cedri secolari abbattuti in viale Aguggiari un nuovo appello: «Fermate i tagli fino a settembre»
Due dei cinque alberi già tagliati nel weekend. La proposta: un fondo privato alimentato da donazioni per finanziare una controperizia e sollevare il proprietario da ogni responsabilità civile e legale
Sono sotto i riflettori già da settimane: nel weekend due dei cinque cedri secolari che si trovano nel giardino privato tra via Parravicini e viale Aguggiari, nel cuore di Varese, alle spalle del Tribunale, sono stati abbattuti. Restano in piedi gli ultimi tre esemplari, e sulla loro sorte si è aperto un confronto pubblico che punta a uscire dalla sola polemica social.
Dopo l’intervista di Varesenews al proprietario dell’area, che ha precisato le ragioni della scelta, a muoversi ora è Mikaela Vasto, ex cittadina varesina e promotrice del nascente Comitato Civico di Garanzia per il Verde, che ha indirizzato una lettera aperta all’ingegner Paolo Bombelli, proprietario dell’area, e per conoscenza al Comune di Varese. La richiesta è quella di sospendere in via cautelare e consensuale ogni ulteriore abbattimento fino al 30 settembre 2026.
I fondamenti giuridici della richiesta
Per giustificare la sospensione, nella lettera Vasto richiama due basi normative distinte. La prima riguarda il periodo dell’anno: «Il fermo biologico estivo per la nidificazione: la normativa nazionale ed europea vieta tassativamente i tagli alberati nei mesi estivi per tutelare la riproduzione dell’avifauna». Procedere senza un’urgenza assoluta e indifferibile, scrive, «espone i soggetti coinvolti a gravi responsabilità».
La seconda si fonda su un precedente giurisprudenziale: «La giurisprudenza amministrativa suprema, con la fondamentale sentenza n. 9178 del 27 ottobre 2022, ha stabilito che l’età o il rischio generico non bastano a giustificare l’abbattimento di alberi monumentali o secolari». Per procedere, sostiene Vasto, servirebbe «un’istruttoria tecnica e strumentale approfondita che ne dimostri l’imminente e oggettivo pericolo di crollo, elemento che la cittadinanza ha il diritto di verificare».
Vasto ha inoltre reso noto di aver formalizzato in giornata al Comune di Varese un’istanza di Accesso agli Atti Ambientali per prendere visione della relazione agronomica su cui si è basata la decisione di procedere ai tagli.
Un fondo privato per liberare il proprietario dai rischi
La proposta a Bombelli nasce da una premessa: secondo Vasto, l’ingegnere avrebbe pubblicamente manifestato la disponibilità a salvare i tre cedri superstiti «qualora venisse sollevato dalle pesanti responsabilità civili e penali sulla loro stabilità». Su questa base, il nascente Comitato civico propone di utilizzare i due mesi di sospensione per costituirsi formalmente e aprire un fondo economico alimentato da donazioni dei cittadini, destinato a commissionare una controperizia indipendente.
Se la perizia dovesse confermare la possibilità di salvare gli alberi, spiega la promotrice, «il fondo privato si farà carico delle spese di consolidamento, manutenzione e di una polizza assicurativa d’alto massimale per la responsabilità civile verso terzi, scudando e sollevando interamente il proprietario da ogni rischio economico e legale».
L’appello ai cittadini: “O ci si mobilita in 5 giorni o l’abbattimento sarà inevitabile”
Nella parte finale della lettera, Vasto rivolge un appello diretto a chi è realmente interessato a impegnarsi, distinguendo tra adesione simbolica e partecipazione concreta: «Le firme su Change.org non fermano le motoseghe. Per costituire il Comitato e vincolare le somme necessarie a coprire l’assicurazione e i tecnici servono persone reali».
L’invito è a contattarla direttamente tramite Facebook «per capire la reale disponibilità». Il termine che si è data è breve: «Se entro 5 giorni non registreremo un nucleo minimo di adesioni concrete, dovremo rassegnarci a vedere cadere anche gli ultimi tre cedri per mancanza di un reale supporto della comunità». Come si legge nella chiusura del comunicato «la proprietà si è detta aperta al dialogo: ora sta ai varesini dimostrare che alle parole corrispondono i fatti».
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