Polo logistico di Olgiate Olona, Futura Civitas: “Troppo consumo di suolo e rischi per il traffico”

Dopo l’assemblea pubblica del 15 luglio, l’associazione critica l’impermeabilizzazione di oltre 50mila metri quadrati e chiede garanzie sulla viabilità dei mezzi pesanti

polo logistico olgiate olona

«A noi questo progetto non piace». È una bocciatura netta quella espressa da Futura Civitas APS sul nuovo polo logistico di Olgiate Olona, dopo l’assemblea pubblica convocata lo scorso 15 luglio. L’associazione interviene con una lunga nota nella quale contesta tanto le caratteristiche dell’insediamento quanto il percorso seguito dall’amministrazione comunale per arrivare alla sua realizzazione.

Tra le principali criticità indicate c’è il consumo di suolo. Secondo Futura Civitas, l’intervento comporterebbe la copertura di oltre 50mila metri quadrati, una superficie paragonabile a circa sei campi da calcio. Una scelta ritenuta in contrasto con la necessità di ridurre l’impermeabilizzazione del territorio e di aumentare la capacità del suolo di assorbire l’acqua, anche in considerazione degli effetti del cambiamento climatico.

L’associazione solleva dubbi anche sulla gestione del verde all’interno dell’area. Nella nota si sostiene che circa il 70 per cento delle giovani piante messe a dimora sarebbe già morto a causa di problemi nell’irrigazione, aggravati dalle elevate temperature raggiunte dall’asfalto dei parcheggi. Futura Civitas chiede inoltre chiarimenti sul numero effettivo delle piantumazioni realizzate e sulle modalità con cui verranno curate in futuro.

Nel mirino finisce anche la scelta di realizzare un’ampia superficie di parcheggi in asfalto anziché con materiali drenanti. L’associazione si domanda inoltre perché non sia stata prevista la copertura degli stalli con pensiline dotate di impianti fotovoltaici, una soluzione adottata in numerosi insediamenti di nuova costruzione.

Pur riconoscendo che l’intervento ha permesso la bonifica di almeno una parte dell’ex sito chimico, Futura Civitas ritiene che il progetto non risponda pienamente ai principi della rigenerazione ambientale. L’opera, secondo l’associazione, avrebbe infatti ulteriormente impermeabilizzato una porzione consistente del territorio comunale.

I timori per il traffico dei mezzi pesanti

Un altro punto critico riguarda la futura viabilità dei tir diretti al polo logistico. Durante l’assemblea, afferma Futura Civitas, sarebbe emerso che non verrà imposto un percorso obbligatorio ai mezzi pesanti, ma saranno formulate soltanto delle raccomandazioni. Una soluzione considerata insufficiente, perché potrebbe consentire ai camion di utilizzare strade non adeguate alle loro dimensioni e al loro peso. L’associazione manifesta inoltre perplessità sul numero effettivo dei mezzi che entreranno e usciranno dal sito, chiedendo garanzie sul fatto che le baie di carico attualmente non utilizzate non possano determinare in futuro un incremento dell’attività.

Per i prossimi tre anni dovrebbe essere svolto un monitoraggio del traffico. Futura Civitas chiede però di conoscere nel dettaglio chi se ne occuperà, quali strumenti verranno utilizzati e in che modo i risultati saranno messi a disposizione della cittadinanza.

«La ricaduta occupazionale non compensa l’impatto»

Secondo quanto riferito dall’associazione, al momento la ricaduta occupazionale per Olgiate Olona sarebbe limitata a cinque o sei posti di lavoro. Un beneficio giudicato troppo contenuto rispetto all’impatto ambientale e ai futuri costi di manutenzione che potrebbero ricadere sul bilancio comunale.

«Soldi pubblici per sostenere i guadagni privati delle aziende», scrive Futura Civitas, richiamando anche le riflessioni sul consumo di suolo contenute nel libro Dalla parte del suolo del professor Paolo Pileri.

L’associazione si domanda inoltre quale sarà il destino del terzo edificio commerciale previsto nell’area e se per la sua costruzione sarà necessario abbattere altri alberi.

Le critiche ai rapporti tra Olgiate Olona e Castellanza

La nota affronta anche il coordinamento istituzionale tra i Comuni di Olgiate Olona e Castellanza, sui cui territori insiste l’area interessata. Secondo Futura Civitas, i due enti avrebbero proceduto ciascuno per proprio conto, perdendo l’occasione di sviluppare un progetto unitario.

Questa impostazione, sostiene l’associazione, potrebbe aver limitato la possibilità di una bonifica più incisiva, in particolare nella porzione situata a Castellanza, dove è ancora presente un impianto chimico.

Per Futura Civitas il polo logistico rappresenta quindi «un’occasione importante» non colta: dopo decenni di attività produttive considerate nocive, l’amministrazione avrebbe scelto di impegnare nuovamente il territorio con «un insediamento pesante e invasivo» destinato a condizionare la città per molti anni.

La contestazione sul percorso partecipativo

Accanto alle osservazioni ambientali e urbanistiche, l’associazione critica duramente le modalità con cui il progetto è stato presentato alla popolazione. Futura Civitas contesta l’uso delle parole «partecipazione» e «trasparenza», ricordando che negli ultimi anni gli unici momenti pubblici sarebbero stati gli incontri legati al Piano di governo del territorio e due assemblee organizzate a metà luglio, una delle quali in orario lavorativo.

L’associazione richiama le petizioni promosse dai cittadini e una serie di richieste di confronto rimaste, a suo giudizio, senza risposta: la proposta di un’assemblea nella primavera scorsa, la petizione del maggio 2025 e la richiesta avanzata da una parte dell’opposizione durante l’inverno. «Si è scelta la strada di andare avanti in solitudine, senza condividere nulla se non quando non c’era più niente da dire e da fare», sostiene Futura Civitas.

Al sindaco Giovanni Montano Futura Civitas riconosce un punto: «Sono scelte che, in una democrazia rappresentativa, deve assumersi chi governa». L’associazione aggiunge però che «gli obiettivi vanno detti con chiarezza in campagna elettorale, affinché ognuno possa poi scegliere liberamente» e collega la mancanza di confronto al crescente distacco dei cittadini dalla vita pubblica: «Poi ci chiediamo perché va a votare solo metà della gente e sempre meno giovani».

Secondo Futura Civitas, i dubbi e le perplessità manifestati dagli olgiatesi nell’ultimo anno e mezzo non sarebbero dovuti alla disinformazione, ma «all’assenza completa di informazioni pubbliche da parte dell’Amministrazione Comunale», arrivate «con il contagocce e solo dopo molti mesi». Un diverso percorso di condivisione, conclude l’associazione, avrebbe forse evitato che il progetto finisse per «scavare il solco tra istituzione e comunità».

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Pubblicato il 17 Luglio 2026
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