Si è spento il colonnello Saverio Bonacci, ex comandante del Casermone di Gallarate e custode del tricolore della Dalmazia
Aveva 88 anni. Comandò il II Deposito Centrale dell'Aeronautica Militare dal 1981 al 1993 e nel 2014 donò al museo degli Studi Patri la bandiera sabauda salvata dalla sua famiglia durante l'esodo giuliano-dalmata. I funerali giovedì 9 luglio a Busto Arsizio
È morto a 88 anni il colonnello Saverio Bonacci, per oltre un decennio alla guida del II Deposito Centrale dell’Aeronautica Militare di Gallarate e figura legata alla città anche per un gesto di memoria: la donazione, nel 2014, del tricolore che la sua famiglia aveva salvato dall’esodo giuliano-dalmata. Ne danno l’annuncio il figlio Paolo con Emanuela, il figlio Massimo e il fratello Giorgio.
Nato in una famiglia con radici in Dalmazia, Bonacci portava con sé una storia che è quella di migliaia di esuli dell’Adriatico orientale. La nonna era una Alborghetti di Scardona, vicino a Zara; il padre, aviatore, scomparve nel 1943 durante una missione nel Mediterraneo, partito dalla base di Marsala. Negli anni dell’occupazione jugoslava la famiglia fu costretta a lasciare la propria terra, spostandosi da Scardona a Pola e poi a Umago d’Istria, prima dell’esodo definitivo, un viaggio che Bonacci ricordava avvenuto su un barcone, nel timore delle rappresaglie e delle foibe.
In quel viaggio, nascosto e mai adattato ai nuovi regimi, viaggiò anche un tricolore con lo stemma sabaudo, quello anteriore al 1946: madre e nonna avevano scelto di conservarlo così com’era, custodendolo per anni.
La carriera militare portò Bonacci a Gallarate nel 1979, quando prese servizio al II Deposito Centrale dell’Aeronautica di viale Milano. Ne fu comandante dal 1981 al 1993, legando il proprio nome a una delle strutture storiche dell’Aeronautica sul territorio. Nel 2005, alla scomparsa dell’ultima zia esule, recuperò con il fratello Giorgio la bandiera di famiglia e la portò proprio a Gallarate, dove venne esposta nel museo storico del Deposito.
Con la prevista chiusura della struttura e il trasferimento del museo, Bonacci decise di affidare quel tricolore a un luogo che ne custodisse la memoria: l’8 novembre 2014 lo donò al Museo della Società Gallaratese degli Studi Patri, il “chiostrino” di via Borgo Antico, alla presenza dell’allora presidente Matteo Scaltritti. Un gesto che teneva insieme la sua storia personale, quella della comunità giuliano-dalmata e la città che lo aveva accolto per gran parte della vita professionale.
La salma riposa presso la casa funeraria di via Bottego a Busto Arsizio. Il santo rosario sarà recitato mercoledì 8 luglio alle 18 al Santuario di Santa Maria a Busto Arsizio. I funerali si terranno giovedì 9 luglio alle 11 nella Basilica di San Giovanni, sempre a Busto Arsizio; al termine della funzione il feretro proseguirà per il Tempio Crematorio.
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